Il Tirreno

Pontedera

CENTINAIA DI FIGURANTI PER LE STRADE

di NILO DI MODICA
CENTINAIA DI FIGURANTI PER LE STRADE

Dai tempi dell’Inquisizione alla rivoluzione industriale. Ha coperto un arco temporale tanto vasto la sfilata storica del Palio dei barchini con le ruote, sfilata che domenica a Castelfranco ha dato...

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Dai tempi dell’Inquisizione alla rivoluzione industriale. Ha coperto un arco temporale tanto vasto la sfilata storica del Palio dei barchini con le ruote, sfilata che domenica a Castelfranco ha dato il meglio di sé in una giornata baciata dal sole e dalla presenza di pubblico. Le quattro contrade hanno sfilato come sempre con partenza dall’argine dell’Arno là dove secondo la tradizione tutto è iniziato, in rifermento al legame che la comunità castelfranchese ha sempre avuto con il fiume, solcato in passato dai famosi barchini dei “renaioli”. La storia è stata protagonista della mattinata, con le contrade che hanno salutato il paese con centinaia tra figuranti, musici e sbandieratori ed una serie di temi particolarmente elaborati, come non avveniva da tempo.
San Bartolomeo, che è la prima a sfilare e poi nel pomeriggio ha vinto il Palio, ha rievocato la tradizionale Fiera di San Severo di fine dell’800. L’alchimista con il suo rimestare tra alambicchi ed improbabili elisir; il fotografo, costosa attrazione per le fiere di paese di un tempo; la cartomante, intenta a far le carte e predire il futuro ai clienti. Il tutto incorniciato da un gruppo di giocolieri e ambulanti.
Tutta settecentesca la scelta di San Martino, con un argomento che strizza l’occhio tanto alla storia locale quanto al Palio di Siena, ricreando un famoso tè che la principessa Violante di Baviera, vedova di Ferdinando De Medici e governatrice della città di Siena prese al castelfranchese convento dei Santi Jacopo e Filippo.
I tempi bui della Santa Inquisizione sono invece rievocati da San Pietro, che ci piomba col 1600 all’epoca in cui, nella valle dell’Arno, una guaritrice fu incarcerata e condannata per volere del vescovo di Lucca.
Non poteva poi mancare un riferimento alla manifattura regina di queste zone: “Dalla concia alla scarpa” è il tema di San Michele, che porta in piazza un vero e proprio bottale al centro di una scena quotidiana, dove si passavano le ore fra l’odore del tannino ed il duro lavoro di chi era dedito alla scarnitura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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