Il Tirreno

Pontedera

I cartelli non sono a norma Si spengono le telecamere 

di Sabrina Chiellini
I cartelli non sono a norma Si spengono le telecamere 

Informato che la segnaletica manca o è inadeguata, il comandante dei vigili ha deciso d’oscurarle. Segnalazione da un ispettore, nessuno si era mai attivato

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CASCINA. Le telecamere della rete civica impiegate per garantire la sicurezza del territorio cascinese sono spente da più di dieci giorni. Non è stato un improvviso guasto a metterle fuori uso. La colpa è da cercare in un concorso di responsabilità tra quanto chiede la normativa, le imposizioni della burocrazia e l’assenza di quel buon senso che può aiutare a superare i problemi.
In questo caso il guaio è iniziato dopo l’arrivo del nuovo comandante, Paolo Migliorini, e la riorganizzazione del personale e della distribuzione degli incarichi all’interno della polizia municipale. Alla fine di marzo all’ispettore Massimo Mariotti, in servizio a Cascina da molti anni e nominato per un certo periodo anche comandante dei vigili quando era sindaco Alessio Antonelli, è stata assegnata la responsabilità della gestione del sistema di videosorveglianza. Dopo avere preso visione della situazione, Mariotti – all’inizio della seconda settimana di maggio – ha preso carta e penna – anche se poi gli scambi epistolari sono avvenuti per posta elettronica – e ha scritto al nuovo comandante, alla sindaca di Cascina e al responsabile del Ced, Andrea Chiavaccini. Una paginetta densa di numeri.
Attenzione signori, si legge in sintesi: la cartellonistica che deve informare i cittadini che una zona è sottoposta al controllo delle telecamere non c’è o non è adeguata. Su una ventina di postazioni con “occhio elettronico”, 9 hanno segnaletica (chiamiamola così) insufficiente e 11 ne sono sprovviste. L’unica che potrebbe andare bene è quella in via Lungo le Mura.
I cascinesi sanno bene che sono almeno un paio di legislature che la questione della videosorveglianza è stata sbandierata ai quattro venti come una priorità per il controllo del territorio. I vari comandati che si sono alternati a Cascina, dopo che è stato congedato Giovanni Bulleri, non devono essersi accorti che c’era un problema, oppure tutti sapevano e facevano finta che non ci fosse. Ma ora che qualcuno lo ha sollevato formalmente prima di incorrere in una denuncia per violazione della privacy e in una sanzione, si è preferito disattivare un sistema che peraltro fa acqua da tutte le parti, come noi su questa cronaca, a dire il vero, abbiamo più volte scritto. La rete è insufficiente, in alcune situazioni è come non averlo un sistema di videosorveglianza, hanno spiegato più volte agli amministratori, anche per scritto, i tecnici. Tant’è che nei progetti dell’amministrazione c’è l’acquisto di telecamere che saranno installate quando sarà potenziata anche la rete.
Fatto sta che Mariotti nella sua missiva chiede al comandante e alla sindaca di valutare se oscurare le telecamere in attesa che vengano posizionati anche i cartelli informativi della videosorveglianza. E da quel momento, cioè dal giorno in cui ha scritto la lettera, si è ritenuto sollevato da ogni responsabilità in merito. Due giorni dopo Migliorini ha dato disposizioni di oscurare le telecamere. La strada di mettere cartelli provvisori, realizzati anche in maniera artigianale, non è stata ritenuta percorribile. Risultato? La videosorveglianza è cieca e non è certo un aiuto alla sicurezza. Se per caso in questi giorni dovesse avvenire un reato in una zona apparentemente videosorvegliata, le immagini non potrebbero essere estrapolate. Non si può correre il rischio di violare la privacy del malvivente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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