Meteo
HO VISTO LA MORTE DA OGGI INIZIA UNA NUOVA VITA
Esattamente quattordici giorni fa ho visto la morte in faccia: doppio arresto cardiaco. Devo la vita al mio cane Barack, che ha avvertito il pericolo, a Mariangela, mia moglie, che ha lanciato l’allar...
2 MINUTI DI LETTURA
Esattamente quattordici giorni fa ho visto la morte in faccia: doppio arresto cardiaco.
Devo la vita al mio cane Barack, che ha avvertito il pericolo, a Mariangela, mia moglie, che ha lanciato l’allarme, al personale del 118 che è intervenuto ma sopratutto all’impagabile impegno e professionalità dei vicini: Roberto Catalano, che mi ha massaggiato efficacemente per 15 minuti in attesa dell’ambulanza, e Claudia Farnesi che ha, con lucidità e professionalità, coordinato i primo soccorsi.
Ma non potrò mai ricambiare l’affetto, che ho avvertito e che mi ha dato la forza di lottare per rimanere in vita, degli amici veri e dei familiari, che mi sono stati accanto, con ansia, paura, dolore e speranza nelle due giornate di coma farmacologico, specie nella prima notte.
Oggi, grazie anche alla professionalità dei medici e degli infermieri del pronto soccorso, del dipartimento cardiotoracico e dell’unità operativa di Malattie Cardiovascolari della dottoressa Maria Grazia Bongiorni, sono a casa senza danni e in assoluta sicurezza con un impianto Icd monitorato H24.
Inizia così da oggi una nuova vita che ho voluto marcare anche nel web con una nuova foto del profilo. Mi attendono giorni difficili per assorbire quanto accaduto, delle percezioni avute tra la vita e la morte e per trovare un nuovo equilibrio di vita. Ma lo dovrò fare per dare un senso al miracolo o alla concomitanza di coincidenze fortunate che mi hanno dato l’opportunità di vivere ancora un poco di tempo e che non dovrò sprecare.
A voi che apprenderete la notizia solo ora, come vedete, vi ho tolto l’imbarazzo di dovermi fare gli elogi funebri. Però traetene un insegnamento: amici o nemici, è meglio rendersi onori o critiche in vita e possibilmente di viso e fuori dal web. La vita non sempre ci concede una seconda possibilità.
* Direttore Apes
Devo la vita al mio cane Barack, che ha avvertito il pericolo, a Mariangela, mia moglie, che ha lanciato l’allarme, al personale del 118 che è intervenuto ma sopratutto all’impagabile impegno e professionalità dei vicini: Roberto Catalano, che mi ha massaggiato efficacemente per 15 minuti in attesa dell’ambulanza, e Claudia Farnesi che ha, con lucidità e professionalità, coordinato i primo soccorsi.
Ma non potrò mai ricambiare l’affetto, che ho avvertito e che mi ha dato la forza di lottare per rimanere in vita, degli amici veri e dei familiari, che mi sono stati accanto, con ansia, paura, dolore e speranza nelle due giornate di coma farmacologico, specie nella prima notte.
Oggi, grazie anche alla professionalità dei medici e degli infermieri del pronto soccorso, del dipartimento cardiotoracico e dell’unità operativa di Malattie Cardiovascolari della dottoressa Maria Grazia Bongiorni, sono a casa senza danni e in assoluta sicurezza con un impianto Icd monitorato H24.
Inizia così da oggi una nuova vita che ho voluto marcare anche nel web con una nuova foto del profilo. Mi attendono giorni difficili per assorbire quanto accaduto, delle percezioni avute tra la vita e la morte e per trovare un nuovo equilibrio di vita. Ma lo dovrò fare per dare un senso al miracolo o alla concomitanza di coincidenze fortunate che mi hanno dato l’opportunità di vivere ancora un poco di tempo e che non dovrò sprecare.
A voi che apprenderete la notizia solo ora, come vedete, vi ho tolto l’imbarazzo di dovermi fare gli elogi funebri. Però traetene un insegnamento: amici o nemici, è meglio rendersi onori o critiche in vita e possibilmente di viso e fuori dal web. La vita non sempre ci concede una seconda possibilità.
* Direttore Apes
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
