Il Tirreno

Pontedera

Escalation di furti nelle campagne 

La denuncia viene da Coldiretti: a Fauglia spariti un gregge di pecore e i cani

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PONTEDERA. Escalation di furti nella campagna pisana. Altro caso di abigeato, l’odioso furto di bestiame, a danno di un’azienda di allevamento. Decimato il gregge: spariti in cinque mesi 40 capi tra pecore ed agnellini. A denunciarlo è Coldiretti Pisa che ha raccolto, nell’ultimo anno, numerose segnalazioni di furti e ruberie che spaziano dal furto degli ortaggi alle macchine agricole.
Il furto nelle campagne, nelle aziende agricole e nelle cantine, è purtroppo un fenomeno in costante crescita e si accompagna spesso con la notte e la mancanza di controlli e vigilanza. In Italia, solo nel 2015, sono avvenuti 2.570 furti di attrezzature e trattori ed anche 490 casi di abigeato. Bande e gruppi di ladri, anche organizzati, vanno alla ricerca di mezzi agricoli, persino di olio, bestiame, macchine agricole ed utensili da lavoro facilmente rivedibili sul mercato nero. Poi ci sono tutti i piccoli furti di prodotti agricoli. Non tutti i furti e le razzie sono però denunciate. «Gli animali rubati - spiega Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Pisa - alimentano il fenomeno della macellazione clandestina particolarmente pericoloso anche per la salute dei cittadini, perché privo delle necessarie garanzie sanitarie che devono accompagnare il bestiame messo in commercio. Serve più controllo sul territorio, in particolare nelle aree più marginali dove i furti e i vandalismi sono più frequenti». Clamoroso il caso, avvenuto tempo fa a Fauglia, dove è stata portata via una intera mandria di pecore e persino, i cani. «La campagna non può diventare terra di nessuno - spiega Aniello Ascolese, direttore di Coldiretti Pisa - dove insieme ai furti le aziende subiscono atti di vandalismo che in gran parte non vengono più neanche denunciati. Alla base di tutto ci deve essere il riconoscimento delle imprese e delle famiglie che operano e vivono in campagna quale tessuto sociale garante di una legalità diffusa, di una nuova inclusione sociale e di prevenzione della criminalità. Ci troviamo di fronte, secondo la Direzione antimafia, ad una criminalità organizzata che incide più a fondo nei beni e nella libertà delle persone, perché, a differenza della criminalità urbana, può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori».
Coldiretti rivolge un ringraziamento e un plausa alle forze dell’ordine che svolgono un preziosa azione di contrasto e di prevenzione, che va comunque ancor più sostenuta e rafforzata dalle istituzioni pubbliche competenti, invertendo la tendenza allo smantellamento dei presidi e delle forze di sicurezza sul territorio.

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