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Officine Ristori, il Ministero dichiara nulla la mobilità
La Regione: «Il licenziamento è avvenuto oltre i termini previsti dalla normativa» Per l’azienda metalmeccanica un aggravio di costi: oltre sessantamila euro
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PONTEDERA. La notizia che aleggiava nell’aria è arrivata ieri pomeriggio sotto forma di comunicato da parte della Regione che annuncia di non voler iscrivere i lavoratori delle Officine Ristori nelle liste di mobilità. Sembrerebbe un aspetto tecnico, invece cambia di gran lunga le carte in tavola del maxi licenziamento (oltre 40 dipendenti) messo in pratica dall’azienda dell’indotto Piaggio alla vigilia dello scorso Natale. Ora chi è rimasto senza lavoro sarà iscritto alla Nuova assicurazione sociale per l'impiego (Naspi), che assicura la copertura per il pagamento dell’indennità di disoccupazione. Ma i costi per questa iscrizione sono a carico dell’azienda.
La Regione aveva presentato un’istanza al Ministero del lavoro sulla legittimità della procedura di mobilità aperta dalle Officine Ristori. Il parere è stato negativo, provocando la non iscrizione alle liste di mobilità, ma bensì alla Naspi. Nel comunicato, la Regione spiega che «il licenziamento sarebbe avvenuto oltre i termini previsti dalla normativa». Ma ora per l’azienda i costi aumentano notevolmente. Si tratta di oltre 60mila euro che Ristori aveva cercato di evitare di pagare licenziando il personale a dicembre e non a gennaio, mese in cui è entrata in vigore la Naspi anche per i licenziamenti collettivi. Nel periodo in cui sono state inviate le lettere con cui si comunicava la cessazione del rapporto di lavoro, la Naspi era prevista per i licenziamenti individuali multipli.
Si riapre una partita che aveva fatto molto discutere in Valdera, provocando una ferita occupazionale impossibile da rimarginare. Difficile, se non impossibile, ottenere il reintegro in azienda da parte di chi ha perso il lavoro. Ma ci sarà da capire le ripercussioni che questa decisione avrà sulla Ristori, vista l’eventualità di dover sborsare una cifra piuttosto rilevante.
Nei prossimi giorni sarà fatta chiarezza sia sui passi che compirà il sindacato, visto che la Fiom Cgil ha parlato di oltre venti possibili cause di lavoro in procinto di partire. Ma chi dovrà lanciare segnali sarà anche l’Unione industriale pisana, che in questa vertenza è stata parte molto attiva per trovare soluzioni che evitassero i licenziamenti, compreso l’intervento per far togliere il blocco degli operai che mise in grossa difficoltà produttiva la Piaggio nell’ottobre scorso.
E poi c’è l’azienda che dovrà prima studiare una contromossa, poi fare vedere quale futuro attende i circa 70 dipendenti rimasti al lavoro
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Regione aveva presentato un’istanza al Ministero del lavoro sulla legittimità della procedura di mobilità aperta dalle Officine Ristori. Il parere è stato negativo, provocando la non iscrizione alle liste di mobilità, ma bensì alla Naspi. Nel comunicato, la Regione spiega che «il licenziamento sarebbe avvenuto oltre i termini previsti dalla normativa». Ma ora per l’azienda i costi aumentano notevolmente. Si tratta di oltre 60mila euro che Ristori aveva cercato di evitare di pagare licenziando il personale a dicembre e non a gennaio, mese in cui è entrata in vigore la Naspi anche per i licenziamenti collettivi. Nel periodo in cui sono state inviate le lettere con cui si comunicava la cessazione del rapporto di lavoro, la Naspi era prevista per i licenziamenti individuali multipli.
Si riapre una partita che aveva fatto molto discutere in Valdera, provocando una ferita occupazionale impossibile da rimarginare. Difficile, se non impossibile, ottenere il reintegro in azienda da parte di chi ha perso il lavoro. Ma ci sarà da capire le ripercussioni che questa decisione avrà sulla Ristori, vista l’eventualità di dover sborsare una cifra piuttosto rilevante.
Nei prossimi giorni sarà fatta chiarezza sia sui passi che compirà il sindacato, visto che la Fiom Cgil ha parlato di oltre venti possibili cause di lavoro in procinto di partire. Ma chi dovrà lanciare segnali sarà anche l’Unione industriale pisana, che in questa vertenza è stata parte molto attiva per trovare soluzioni che evitassero i licenziamenti, compreso l’intervento per far togliere il blocco degli operai che mise in grossa difficoltà produttiva la Piaggio nell’ottobre scorso.
E poi c’è l’azienda che dovrà prima studiare una contromossa, poi fare vedere quale futuro attende i circa 70 dipendenti rimasti al lavoro
Andreas Quirici
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