Italia
Folle inseguimento in auto Tre giovani condannati
di Federico Lazzotti
Erano accusati di resistenza, lesioni e furto. Uno è residente in provincia di Pisa La macchina in fuga per quattordici chilometri era priva di assicurazione
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LIVORNO . Chi lo ha vissuto dal sedile di una delle volanti della polizia lo ha descritto come «un inseguimento da film»: quattordici chilometri a tavoletta, all’ora di cena di un venerdì di fine estate, alle calcagna di una Renault Megane sospetta e con i vetri oscurati che non si era fermata all’Alt poco dopo il bivio per Quercianella.
Una fuga partita da Calafuria e conclusa in via Pian di Rota, dove l’auto sospetta venne bloccata da polizia e carabinieri, dopo essere transitata a folle velocità per il centro di Livorno, in qualche caso anche imboccando diverse strade contromano, a cominciare da piazza Mazzini, mettendo così a repentaglio la sicurezza di passanti e automobilisti di passaggio. E soprattutto dopo aver cercato di speronare la macchina della polizia che li stava braccando e successivamente cercando di investire gli agenti.
A distanza di otto mesi, i tre giovanissimi arrestati la notte del 2 settembre dello scorso anno, sono stati condannati in abbreviato.
Due anni e quattro mesi di reclusione nei confronti Hazir Saljih, 26 anni, nato e residente a Firenze che quel giorno era al volante della Megane; due anni, invece, per Mark Bogdan, 20 anni, nato a Pescia ma residente a San Miniato e per Alex Bogdan, 20 anni pure lui, residente a Brescia ma nato a Milano.
L’accusa del pubblico ministero Fiorenza Marrara nei loro confronti era quella di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni (tre agenti finirono in ospedale) e ricettazione in concorso per via di una serie di oggetti rubati, nello specifico alcune valigie di proprietà di un turista tedesco, che gli agenti trovarono all’interno dell’abitacolo.
Nel dispositivo il giudice per l’udienza preliminare Antonio Del Forno ha modificato, in parte, il capo d’imputazione nell’ultima parte, trasformando la ricettazione in furto aggravato.
Il conducente dell’auto, risultata sprovvista di assicurazione, era anche indagato per essersi rifiutato di sottoporsi all’alcoltest dopo essere stato bloccato. Proprio per questo il giudice ha applicato nei suoi confronti anche la sospensione per tre anni della patente.
Adesso la battaglia legale tra i tre giovani e gli agenti che si sono costituiti attraverso l’avvocato Mario Galdieri proseguirà in sede civile.
Nella sentenza infatti, le motivazioni saranno depositate entro il prossimo 18 giugno, il giudice per il momento ha riconosciuto un risarcimento danni di tremila euro per ogni agente disponendo per la determinazione complessiva del danno il passaggio davanti al tribunale civile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una fuga partita da Calafuria e conclusa in via Pian di Rota, dove l’auto sospetta venne bloccata da polizia e carabinieri, dopo essere transitata a folle velocità per il centro di Livorno, in qualche caso anche imboccando diverse strade contromano, a cominciare da piazza Mazzini, mettendo così a repentaglio la sicurezza di passanti e automobilisti di passaggio. E soprattutto dopo aver cercato di speronare la macchina della polizia che li stava braccando e successivamente cercando di investire gli agenti.
A distanza di otto mesi, i tre giovanissimi arrestati la notte del 2 settembre dello scorso anno, sono stati condannati in abbreviato.
Due anni e quattro mesi di reclusione nei confronti Hazir Saljih, 26 anni, nato e residente a Firenze che quel giorno era al volante della Megane; due anni, invece, per Mark Bogdan, 20 anni, nato a Pescia ma residente a San Miniato e per Alex Bogdan, 20 anni pure lui, residente a Brescia ma nato a Milano.
L’accusa del pubblico ministero Fiorenza Marrara nei loro confronti era quella di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni (tre agenti finirono in ospedale) e ricettazione in concorso per via di una serie di oggetti rubati, nello specifico alcune valigie di proprietà di un turista tedesco, che gli agenti trovarono all’interno dell’abitacolo.
Nel dispositivo il giudice per l’udienza preliminare Antonio Del Forno ha modificato, in parte, il capo d’imputazione nell’ultima parte, trasformando la ricettazione in furto aggravato.
Il conducente dell’auto, risultata sprovvista di assicurazione, era anche indagato per essersi rifiutato di sottoporsi all’alcoltest dopo essere stato bloccato. Proprio per questo il giudice ha applicato nei suoi confronti anche la sospensione per tre anni della patente.
Adesso la battaglia legale tra i tre giovani e gli agenti che si sono costituiti attraverso l’avvocato Mario Galdieri proseguirà in sede civile.
Nella sentenza infatti, le motivazioni saranno depositate entro il prossimo 18 giugno, il giudice per il momento ha riconosciuto un risarcimento danni di tremila euro per ogni agente disponendo per la determinazione complessiva del danno il passaggio davanti al tribunale civile.
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