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Pontedera

massimo braccini (fiom regionale) 

«Piattaforma per l’integrativo votata dagli operai Piaggio»

«Piattaforma per l’integrativo votata dagli operai Piaggio»

PONTEDERA. «L’assemblea degli iscritti di Fiom della Piaggio di Pontedera devono stare tranquilli. La piattaforma per il rinnovo dell’integrativo sarà sottoposta a vincolo referendario tra i...

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PONTEDERA. «L’assemblea degli iscritti di Fiom della Piaggio di Pontedera devono stare tranquilli. La piattaforma per il rinnovo dell’integrativo sarà sottoposta a vincolo referendario tra i dipendenti dell’azienda».
Il segretario regionale della Fiom, Massimo Braccini, risponde all’allarme lanciato dalla base dei metalmeccanici della Cgil nella fabbrica della Vespa rispetto al timore di “una piattaforma calata dall’alto e non condivisa coi lavoratori”. Niente di tutto questo secondo Braccini: «È impensabile promuovere un’operazione di questo genere senza coinvolgere i dipendenti delle aziende coinvolte».
Già, perché la piattaforma di cui tanto si parla, e che è prevista per il mese di giugno, riguarda tutto il Gruppo Piaggio.
«È stato il coordinamento nazionale delle rsu con Fiom, Fim e Uilm a votare la decisione di incaricare le segreterie nazionali dei tre sindacati a scrivere la bozza da sottoporre al referendum – spiega ancora Braccini – Anche sulla logica del contratto nazionale firmato da poco, non sottoscritto dall’Usb che, infatti, non fa parte del percorso della piattaforma per il rinnovo dell’integrativo del Gruppo Piaggio».
L’idea che sta prendendo forma fra i tre sindacati è quella di portare il Gruppo a una trattativa nazionale con uno scopo ben preciso. «Stiamo assistendo alla crescita di un’azienda che fattura 1, 3 miliardi di euro, ma che investe sempre meno in Italia – aggiunge il responsabile regionale di Fiom – Gli investimenti vengono fatti, ma privilegiando l’estero. Noi, invece, vogliamo che tornino a crescere le nostre fabbriche e l’unico modo è quello di unire le forze con le rsu di Aprilia e Moto Guzzi. È una partita molto ampia e che sarà lunga, visto che in ballo non c’è solo l’integrativo, ma la gestione del processo di industria 4. 0 che porterà all’automazione di gran parte dei reparti delle fabbriche, oltre a progetti di innovazione che l’azienda sta sviluppando e che vogliamo siano realizzati il più possibile in Italia». (a. q.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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