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Piaggio, la Fiom si spacca sul rinnovo dell’integrativo 

Piaggio, la Fiom si spacca sul rinnovo dell’integrativo 

L’assemblea degli iscritti minaccia la segreteria di fare una piattaforma propria Intanto l’Usb attacca la “minoranza” dei metalmeccanici della Cgil nella rsu

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PONTEDERA. Il rinnovo del contratto integrativo alla Piaggio scatena una guerra intestina all’interno della Fiom Cgil e nel sindacato, con l’Usb a lavorare in disparte rispetto alle altre sigle. Con un attacco anche alla minoranza della Fiom.
Caos Fiom. Mentre il coordinamento nazionale della rsu Fiom-Fim-Uilm del Gruppo Piaggio ha dato mandato alle segreterie di sintetizzare le varie posizioni per presentare una piattaforma per il rinnovo dell’integrativo, l’assemblea degli iscritti alla Fiom della Piaggio di Pontedera fa un documento in cui si chiede di respingere «ogni logica di scambio e di accettazione delle priorità e delle richieste dell’azienda», aggiungendo che «se le organizzazioni non accetteranno questi principi, la Fiom presenterà ai lavoratori la propria proposta di piattaforma, in alternativa alle altre». La posizione espressa è quella della maggioranza dei delegati della Fiom all’interno della rsu di Piaggio, in contrapposizione con quella della segreteria provinciale che, invece, è schierata con le altre sigle confedererali. Una vicenda che va avanti da anni nell’azienda pontederese e che, ancora una volta, vede una frattura all’interno dei metalmeccanici della Cgil.
Piattaforma condivisa. L’idea dichiarata nel documento prodotto dall’assemblea di Fiom, a cui hanno partecipato 63 operai, è di «esercitare il diritto e il potere, a norma dello statuto, di indirizzare la linea sindacale della Fiom in fabbrica e definire la propria piattaforma per l’integrativo». In sostanza: «No a una piattaforma per l’integrativo verrà calata dall’alto, lasciando ai lavoratori solo un sì o un no e nessuna via d’uscita».
Fuori dal coro. Anche l’Usb parla di «piattaforma calata dell’alto», ma si dice certo che le altre sigle sindacali si apprestano a recepirne una di questo genere, che «probabilmente sarà costruita con i parametri imposti dal vergognoso contratto nazionale firmato a dicembre». L’Unione sindacale di base, rispetto al lavoro portato avanti dalle segreterie nazionali di Fiom, Fim e Uilm per il rinnovo dell’integrativo, ha scelto di proporre una propria piattaforma, «iniziando la discussione coi lavoratori nel periodo giusto e non certo a ridosso delle ennesime trattative per i contratti di solidarietà».
Attacco alla minoranza Fiom. Ma l’Usb attacca anche la minoranza Fiom (quella che in realtà rappresenta la maggioranza dei metalmeccanici di Cgil nella rsu): «Da una parte cerca maldestramente di mettere in discussione tutto e dall’altra si trova a dover accettare puntualmente le decisioni prese dalla propria e dalle altre segreterie». (a.q.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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