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partito democratico: il circolo della serra 

Guazzini si dimette da segretaria 

L’ex assessora: il partito va cambiato, con Renzi non ci riusciremo

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LA SERRA. Da Roma a San Miniato, dallo scontro delle primarie alle beghe interne nel governo del comune. È questo il “ponte” che l’ex assessora Manola Guazzini delinea nell’analisi dello stato del partito allegata alle sue dimissioni da segretaria del circolo Pd della Serra. Una riflessione accorata, che prende le mosse dal risultato delle primarie, che a San Miniato hanno incoronato Renzi con l’81% delle preferenze. Una decisione che, dicono i più informati, potrebbe accomunarla nei prossimi giorni anche ad altri esponenti del partito nel Cuoio, specie sull’altra sponda dell’Arno.
«Il Pd è diventato la mia casa dopo un lungo percorso nella sinistra radicale, nel corso del quale ho imparato che le scissioni raramente risolvono i problemi», scrive l’ormai ex segretaria, accusando il segretario nazionale di non aver mai definito regole che garantissero un dialogo fra maggioranza e minoranza. «Atteggiamento che ha determinato l’abbandono da parte di compagni a me molto vicini» continua, riferendosi ad “Articolo 1”, che giovedì sera con l’onorevole Pierluigi Bersani si è dato appuntamento al circolo Torre Giulia a Montopoli. «Pur non condividendo la loro scelta, lo ritengo un impoverimento». Da qui la decisione di mollare la carica, ma non il partito. Tornando, con la mente, anche al passato. «Il rifiuto di una vera condivisione delle scelte non investe solo la sfera nazionale. Credo che questo metodo sia all’origine della mia estromissione dalla giunta, determinata da una scelta autonoma del sindaco che non mi sembra sia stata mai adeguatamente motivata, che ha determinato difficoltà e dissensi nel partito ma che non mi ha certo impedito di continuare, come intendo fare anche per il futuro, in un impegno sulle questioni locali che sento di dovere prima di tutto agli oltre 500 cittadini che mi avevano dato la preferenza – dice – Che il Pd abbia bisogno di essere cambiato è per me più che certo. Che i cambiamenti necessari si possano fare nel secondo mandato di Renzi mi crea forti dubbi». (ndm)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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