Il presidio
Denuncia la scomparsa del marito e viene arrestata
L’uomo era stato fermato a Fiumicino mentre cercava di lasciare l’Italia La donna era colpita da un mandato d’arresto europeo per reati finanziari
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BIENTINA. Va dai carabinieri per denunciare la scomparsa del marito e dopo poche ore non solo ritrova il coniuge, che nel frattempo era stato arrestato e condotto in carcere a Roma, ma anche lei finisce in manette e trasferita al carcere circondariale Don Bosco a Pisa.
C’è una storia alquanto singolare dietro l’arresto di Sonja Haug Cambria, classe 1969, nata in Austria, effettuato l’altro pomeriggio dai carabinieri dai carabinieri di Bientina. La cittadina austriaca era infatti destinataria di mandato d’arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria francese per reati finanziari, che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla truffa. La donna - una volta che i carabinieri hanno scoperto il currriculum e il passato della coppia che da alcuni anni si è trasferita a Bientina - è stata trasferita in carcere, in attesa dell’avvio della procedura di estradizione, per l’espiazione della pena nel proprio Paese d’origine.
L’arrestata nei giorni sc rsi si è recata dai carabinieri, stando a quanto è stato spiegato, per chiedere aiuto. Sosteneva che il marito era scomparso da alcuni giorni, non riusciva ad avere notizie di lui e così, piuttosto preoccupata dalla prolungata assenza, si era decisa a rivolgersi ai carabinieri per denunciare la scomparsa del coniuge peruviano. I militari, prima di iniziare le ricerche nella zona come avviene quando c’è una persona scomparsa, hanno scoperto che il marito era stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino mentre cercava di allontanarsi dall’Italia con un documento falso, pronto dunque a volare verso la Spagna. Il passo successivo è stato quello che ha portato scoprire quella che sono i Bonnie e Clyde delle truffe finanziarie d’importazione francese. Anche la donna, infatti, da quando abita a Bientina per due volte si è registrata all’anagrafe con nomi diversi, stando sempre a quanto hanno spiegato i carabinieri. Quello che non le manca è la fantasia nello scegliersi nomi diversi per cercare di evitare guai giudiziari. Che alla fine, però, non è riuscita a dribblare.
Una volta che i carabinieri hanno avuto chiaro questo “quadretto” familiare, hanno telefonato alla donna invitandola ad andare in caserma. Avevano notizie certe del marito: e questo era un dato di fatto. Quando poi la donna è arrivata in caserma, si è resa conto che i militari dovevano comunicarle anche un’altra informazione importante. Che da quel momento era in stato di arresto.(s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
C’è una storia alquanto singolare dietro l’arresto di Sonja Haug Cambria, classe 1969, nata in Austria, effettuato l’altro pomeriggio dai carabinieri dai carabinieri di Bientina. La cittadina austriaca era infatti destinataria di mandato d’arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria francese per reati finanziari, che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla truffa. La donna - una volta che i carabinieri hanno scoperto il currriculum e il passato della coppia che da alcuni anni si è trasferita a Bientina - è stata trasferita in carcere, in attesa dell’avvio della procedura di estradizione, per l’espiazione della pena nel proprio Paese d’origine.
L’arrestata nei giorni sc rsi si è recata dai carabinieri, stando a quanto è stato spiegato, per chiedere aiuto. Sosteneva che il marito era scomparso da alcuni giorni, non riusciva ad avere notizie di lui e così, piuttosto preoccupata dalla prolungata assenza, si era decisa a rivolgersi ai carabinieri per denunciare la scomparsa del coniuge peruviano. I militari, prima di iniziare le ricerche nella zona come avviene quando c’è una persona scomparsa, hanno scoperto che il marito era stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino mentre cercava di allontanarsi dall’Italia con un documento falso, pronto dunque a volare verso la Spagna. Il passo successivo è stato quello che ha portato scoprire quella che sono i Bonnie e Clyde delle truffe finanziarie d’importazione francese. Anche la donna, infatti, da quando abita a Bientina per due volte si è registrata all’anagrafe con nomi diversi, stando sempre a quanto hanno spiegato i carabinieri. Quello che non le manca è la fantasia nello scegliersi nomi diversi per cercare di evitare guai giudiziari. Che alla fine, però, non è riuscita a dribblare.
Una volta che i carabinieri hanno avuto chiaro questo “quadretto” familiare, hanno telefonato alla donna invitandola ad andare in caserma. Avevano notizie certe del marito: e questo era un dato di fatto. Quando poi la donna è arrivata in caserma, si è resa conto che i militari dovevano comunicarle anche un’altra informazione importante. Che da quel momento era in stato di arresto.(s.c.)
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