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Benvenuti (Cgil)
«A Santa Croce si cavalca una guerra tra poveri»
SANTA CROCE. «Qualcuno sta cercando di cavalcare una guerra tra poveri, indicando nell’immigrato una fonte di paura e di degrado sociale che distoglie l’attenzione dall’obiettivo principale: la...
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SANTA CROCE. «Qualcuno sta cercando di cavalcare una guerra tra poveri, indicando nell’immigrato una fonte di paura e di degrado sociale che distoglie l’attenzione dall’obiettivo principale: la sicurezza, intesa però come sicurezza del lavoro».
A parlare è Tania Benvenuti, segretaria Cgil per la zona del Cuoio, che interviene sul tema della sicurezza e del degrado che da giorni è a al centro del dibattito locale.
«Il concetto di sicurezza, ormai, viene evocato solo nell’accezione securitaria – dice Benvenuti – nonostante i dati della Questura dimostrino che i reati sono tutti in calo ad eccezione delle truffe agli anziani. Anche i furti degli ultimi giorni sono sempre più furti della miseria, a caccia di pochi spiccioli. A maggior ragione, quindi, dopo 10 anni di crisi che hanno impoverito le famiglie, sarebbe importante reclamare piuttosto una sicurezza sociale. Senza dimenticare che senza gli immigrati, arrivati prima dal Sud e poi dall’estero, molte lavorazioni sarebbero finite altrove. Su questo tema sarebbe utile che intervenissero anche gli imprenditori». (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
A parlare è Tania Benvenuti, segretaria Cgil per la zona del Cuoio, che interviene sul tema della sicurezza e del degrado che da giorni è a al centro del dibattito locale.
«Il concetto di sicurezza, ormai, viene evocato solo nell’accezione securitaria – dice Benvenuti – nonostante i dati della Questura dimostrino che i reati sono tutti in calo ad eccezione delle truffe agli anziani. Anche i furti degli ultimi giorni sono sempre più furti della miseria, a caccia di pochi spiccioli. A maggior ragione, quindi, dopo 10 anni di crisi che hanno impoverito le famiglie, sarebbe importante reclamare piuttosto una sicurezza sociale. Senza dimenticare che senza gli immigrati, arrivati prima dal Sud e poi dall’estero, molte lavorazioni sarebbero finite altrove. Su questo tema sarebbe utile che intervenissero anche gli imprenditori». (g.p.)
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