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Ha un costo la cura delle anime? 

Il curato scende in difesa delle suore al Remaggi

Il curato scende in difesa delle suore al Remaggi

CASCINA. Chi ha interesse ad allontanare le suore dal Remaggi a San Lorenzo alle Corti? Se lo chiede il battagliero parroco di Titignano, don Romeo Vio, che sollecita l'arcivescovo di Pisa, monsignor...

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CASCINA. Chi ha interesse ad allontanare le suore dal Remaggi a San Lorenzo alle Corti? Se lo chiede il battagliero parroco di Titignano, don Romeo Vio, che sollecita l'arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, ad intervenire per evitare che le suore rimaste in servizio nella casa di riposo a San Lorenzo alle Corti vengano richiamate in Sardegna nella loro sede centrale, come peraltro ha deciso la reverenda madre generale dell’Ordine delle Figlie di San Giuseppe. A difendere la presenza delle suore al “Remaggi” è l'anziano curato di Titignano, da sempre vicino all’azienda pubblica di servizi alla persona.
«Dobbiamo farne una battaglia - dice Don Vio - la presenza delle suore è importante anche solo per dare una parola di conforto agli ospiti ed è di aiuto per la cura della piccola chiesa annessa all'istituto». Il religioso ha scritto all’arcivescovo e alla madre generale che ha richiamato le suore in Sardegna in quanto sostiene di averne necessità dopo la crisi delle vocazioni. C’è però chi teme che le reali motivazioni siano altre. L’istituto fino al 2014 versava circa 700 euro al mese alle suore e un altro contributo di 8mila euro all’anno destinato alla Curia per la Cappellania. Da quando è decaduto l’accordo economico - in tempi di crisi può accadere - il cappellano non c’è più. Il parroco di San Lorenzo alle Corti, don Elvis Ragusa, si preoccupa di celebrare la messa nella chiesetta alle 9.30 della domenica e di altri servizi religiosi, su richiesta dell’istituto. La cura delle anime ha un suo costo? «Di più non posso fare – spiega – sono un volontario come altri in quella struttura. La cura spirituale degli ospiti fino ad alcuni anni fa avveniva sulla base di una convenzione che non è stata rinnovata. Se l’istituto chiede assistenza spirituale stabile andrà rivisto l’ accordo», spiega don Elvis. «Io posso dare come parroco 350 euro al mese alle suore e don Elvis potrebbe fare altrettanto – è invece la proposta di don Vio – per non farle pesare sulla congregazione. Non è possibile sopperire alla mancanza delle suore con qualche messa, qualche olio agli infermi o con una confessione pasquale. Conta di più un fazzoletto di carta dato dalle suore al momento delle lacrime», ne è certo Don Vio. Nel frattempo il direttore generale dell’istituto ha scritto alla madre generale e anche all’arcivescovo chiedendo che le suore restino.(s.c.)

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