Altro no della prefettura a Cascina
La sindaca chiede gli atti della gara per l’accoglienza, ma da Palazzo Medici tutto tace
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CASCINA. Il Comune di Cascina, a quanto pare, non ha molta fortuna con le richieste di accesso agli atti che presenta alla prefettura di Pisa. Dopo la vicenda della Tinaia approdata anche sui social per le lentezze dell’ufficio del prefetto nel dare la possibilità a Cascina di prendere visione di atti amministrativi che riguardavano i progetti di accoglienza profughi all’interno della struttura, ora c’è un altro braccio di ferro in corso tra il prefetto di Pisa - tra l’altro di nomina del leghista Roberto Maroni – e la prima sindaca leghista in Toscana. Al centro del contendere c’è la gara effettuata per l’accoglienza dei migranti. La gara è conclusa e Cascina ha chiesto documenti che riguardano l’offerta tecnica delle domande presentate, oltre agli atti sulle strutture ritenute idonee all’accoglienza e la rispettive offerte economiche. Documenti sui cui, visto che si tratta di gara con procedura ad evidenza pubblica, dovrebbero essere improntati alla massima trasparenza. Conoscere l’esito della gara aiuterebbe a capire la geografia dei nuovi progetti di accoglienza. Ma finora l’accesso agli atti non è stato possibile.
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