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De Amicis, il Tribunale dice sì al salvataggio
I creditori della scuola sono chiamati ad approvare la proposta per la risoluzione della crisi da sovraindebitamento. L’udienza è fissata il 20 luglio a Pisa
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SANTA CROCE. La strada per il salvataggio del De Amicis è ufficialmente tracciata. Dopo il via libera ottenuto dal tribunale si attende adesso l’udienza fissata per il 20 luglio a Pisa, dove i creditori della storica scuola materna di Santa Croce saranno chiamati ad esprimersi sull’accettazione del piano di salvataggio.
È questo il prossimo passo previsto dalla cosiddetta procedura per la risoluzione delle crisi da sovraindebitamento, alla quale il nuovo Cda del De Amicis, presieduto da Daniele Bocciardi, ha deciso di ricorrere per salvare il futuro della struttura di via del Bosco, da tempo alle prese con una grave situazione debitoria. Il piano, avviato nel mese settembre e già approvato lo scorso febbraio da un professionista terzo nominato dal tribunale, prevede di stipulare un accordo con i creditori che permetta di ridurre l’importo del debito e di spalmarlo in un arco di 13 anni, fino al 31 dicembre 2030. Il tutto, garantendo contemporaneamente la continuità didattica della scuola materna. Nel frattempo, la liquidità necessaria dovrà arrivare dal canone di locazione pagato dalla cooperativa "Il Cammino" che dal 2015 gestisce la scuola, nonché dalla vendita dell'annesso asilo nido "Sbirulino" di via Viviani, inaugurato nel 2009 e ormai inutilizzato da due anni. Non solo: la proposta prevede anche la sottoscrizione di nuove quote associative annue e dunque la ricostituzione di un vero “corpo sociale”, insieme ad una nuova assemblea dei soci rinnovata nel numero e nei componenti, «che consenta di sostenere i riparti che dovranno essere effettuati – spiega il sindaco Giulia Deidda insieme a Bocciardi e al parroco don Romano Maltinti - ma soprattutto che costituisca l’inizio di una stagione diversa per l’ente De Amicis con una rinnovata affezione nei confronti di un’istituzione scolastica privata che ha fatto la storia del nostro paese».
I creditori dell’ente, invece, sono stati suddivisi in due classi: nella classe “A” sono stati inseriti i creditori ipotecari, mentre nella “B” tutti gli altri. Se nell’udienza del 20 luglio verrà raggiunto il voto favorevole di almeno il 60 per cento degli aventi diritto, e se tale maggioranza verrà raggiunta in tutte e due le classi di creditori, la proposta sarà ufficialmente approvata.
«Questo – dice Deidda - consentirà di evitare la cessazione dell’attività e la liquidazione del patrimonio. A distanza di due anni, l’obiettivo di salvare la struttura, garantire il servizio scolastico e pagare i creditori sembra finalmente aver trovato una strada percorribile».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
È questo il prossimo passo previsto dalla cosiddetta procedura per la risoluzione delle crisi da sovraindebitamento, alla quale il nuovo Cda del De Amicis, presieduto da Daniele Bocciardi, ha deciso di ricorrere per salvare il futuro della struttura di via del Bosco, da tempo alle prese con una grave situazione debitoria. Il piano, avviato nel mese settembre e già approvato lo scorso febbraio da un professionista terzo nominato dal tribunale, prevede di stipulare un accordo con i creditori che permetta di ridurre l’importo del debito e di spalmarlo in un arco di 13 anni, fino al 31 dicembre 2030. Il tutto, garantendo contemporaneamente la continuità didattica della scuola materna. Nel frattempo, la liquidità necessaria dovrà arrivare dal canone di locazione pagato dalla cooperativa "Il Cammino" che dal 2015 gestisce la scuola, nonché dalla vendita dell'annesso asilo nido "Sbirulino" di via Viviani, inaugurato nel 2009 e ormai inutilizzato da due anni. Non solo: la proposta prevede anche la sottoscrizione di nuove quote associative annue e dunque la ricostituzione di un vero “corpo sociale”, insieme ad una nuova assemblea dei soci rinnovata nel numero e nei componenti, «che consenta di sostenere i riparti che dovranno essere effettuati – spiega il sindaco Giulia Deidda insieme a Bocciardi e al parroco don Romano Maltinti - ma soprattutto che costituisca l’inizio di una stagione diversa per l’ente De Amicis con una rinnovata affezione nei confronti di un’istituzione scolastica privata che ha fatto la storia del nostro paese».
I creditori dell’ente, invece, sono stati suddivisi in due classi: nella classe “A” sono stati inseriti i creditori ipotecari, mentre nella “B” tutti gli altri. Se nell’udienza del 20 luglio verrà raggiunto il voto favorevole di almeno il 60 per cento degli aventi diritto, e se tale maggioranza verrà raggiunta in tutte e due le classi di creditori, la proposta sarà ufficialmente approvata.
«Questo – dice Deidda - consentirà di evitare la cessazione dell’attività e la liquidazione del patrimonio. A distanza di due anni, l’obiettivo di salvare la struttura, garantire il servizio scolastico e pagare i creditori sembra finalmente aver trovato una strada percorribile».
Giacomo Pelfer
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