Il presidio
Il Fials: stop ai tagli all’ospedale di Volterra
Il sindacato guidato da Massimo Ferrucci sarà alla manifestazione del 10 giugno «Indispensabile definire le attività e le risorse da attribuire a questa struttura»
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VOLTERRA. Il sindacato Fials (Federazione italiana autonomie locali sanità) aderisce alla manifestazione del 10 giugno in difesa della sanità volterrana e ha inoltrato una richiesta di incontro al sindaco Buselli e alla direzione aziendale della Usl Toscana Nord Ovest, ritenendo indispensabile definire le attività e le risorse da attribuire alla realtà volterrana.
«Questo continuo ed estenuante “balletto” di ipotesi e minacciate chiusure e ulteriori ridimensionamenti – dice in una nota il segretario regionale Fials Toscana/ Coordinatore Fials Usl Nord Ovest, Massimo Ferrucci – determina una insostenibile situazione di precarietà. Le attività presenti nell’ospedale volterrano non possono subire ulteriori riduzioni».
In passato si sono verificati accorpamenti di unità operative (medicina e Utic) e ora si ipotizzano riduzioni delle attività di chirurgia e ortopedia. In precedenza alcune operazioni di “ristrutturazione” erano state contrastate «con scarsa efficacia e coloro che avevano minacciato scioperi o iniziative di lotta avevano finito per accettare le decisioni delle direzioni aziendali (vedasi l’accorpamento del 118 con Livorno)». Il Fials ritiene incomprensibile e incoerente, da parte di alcuni soggetti, dimostrare pubblicamente la contrarietà a possibili ridimensionamenti della sanità a fronte della condivisione della legge regionale 84/2015 che trova riscontro in accordi sottoscritti con la Regione. La stessa legge prevede una riduzione dei servizi della sanità pubblica e l’affidamento di una parte ai privati.
«Dopo la sua entrata in vigore – osserva Ferrucci – non abbiamo visto miglioramenti della qualità dei servizi, mentre è aumentato il costo degli apparati anche attraverso un’organizzazione aziendale complessa che ha ridotto le competenze dei sindaci e ha allontanato i centri decisionali dai punti di erogazione delle prestazioni».
Il Fials ritiene che «l’ospedale di Volterra, oltre al mantenimento delle attuali attività, debba sviluppare ulteriormente la propria vocazione diventando un punto di riferimento nell’ambito della Usl Nord Ovest». Per questo occorre «invertire la tendenza investendo sul personale, sull’innovazione e perseguendo obiettivi di qualità. Il modello per intensità di cure è fallito miseramente ed è servito solo a ridurre il numero degli operatori».
Il Fials giudica indispensabile dare sostanza applicativa alle previsioni programmatiche che determinano la centralità delle Case della salute rispetto alla applicazione dei requisiti strutturali e operativi della delibera regionale n. 117/2015; in tale contesto «diviene indispensabile il potenziamento della medicina di iniziativa, sviluppando una maggiore integrazione tra ospedale e territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Questo continuo ed estenuante “balletto” di ipotesi e minacciate chiusure e ulteriori ridimensionamenti – dice in una nota il segretario regionale Fials Toscana/ Coordinatore Fials Usl Nord Ovest, Massimo Ferrucci – determina una insostenibile situazione di precarietà. Le attività presenti nell’ospedale volterrano non possono subire ulteriori riduzioni».
In passato si sono verificati accorpamenti di unità operative (medicina e Utic) e ora si ipotizzano riduzioni delle attività di chirurgia e ortopedia. In precedenza alcune operazioni di “ristrutturazione” erano state contrastate «con scarsa efficacia e coloro che avevano minacciato scioperi o iniziative di lotta avevano finito per accettare le decisioni delle direzioni aziendali (vedasi l’accorpamento del 118 con Livorno)». Il Fials ritiene incomprensibile e incoerente, da parte di alcuni soggetti, dimostrare pubblicamente la contrarietà a possibili ridimensionamenti della sanità a fronte della condivisione della legge regionale 84/2015 che trova riscontro in accordi sottoscritti con la Regione. La stessa legge prevede una riduzione dei servizi della sanità pubblica e l’affidamento di una parte ai privati.
«Dopo la sua entrata in vigore – osserva Ferrucci – non abbiamo visto miglioramenti della qualità dei servizi, mentre è aumentato il costo degli apparati anche attraverso un’organizzazione aziendale complessa che ha ridotto le competenze dei sindaci e ha allontanato i centri decisionali dai punti di erogazione delle prestazioni».
Il Fials ritiene che «l’ospedale di Volterra, oltre al mantenimento delle attuali attività, debba sviluppare ulteriormente la propria vocazione diventando un punto di riferimento nell’ambito della Usl Nord Ovest». Per questo occorre «invertire la tendenza investendo sul personale, sull’innovazione e perseguendo obiettivi di qualità. Il modello per intensità di cure è fallito miseramente ed è servito solo a ridurre il numero degli operatori».
Il Fials giudica indispensabile dare sostanza applicativa alle previsioni programmatiche che determinano la centralità delle Case della salute rispetto alla applicazione dei requisiti strutturali e operativi della delibera regionale n. 117/2015; in tale contesto «diviene indispensabile il potenziamento della medicina di iniziativa, sviluppando una maggiore integrazione tra ospedale e territorio».
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