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Dimesso il professionista colpito dalla meningite C
CAPANNOLI. Quando l’Asl, a metà aprile, aveva confermato l’esistenza di un altro caso di meningite C, per l’uomo che ne era stato colpito sembravano esserci poche speranze. Per fortuna e grazie alle...
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CAPANNOLI. Quando l’Asl, a metà aprile, aveva confermato l’esistenza di un altro caso di meningite C, per l’uomo che ne era stato colpito sembravano esserci poche speranze. Per fortuna e grazie alle cure che ha ricevuto e che sono state tempestive, l’agente immobiliare, che vive nel comune di Capannoli, è stato dimesso dall’ospedale di Livorno, dove era stato trasferito dopo un primo ricovero all’ospedale Lotti di Pontedera. Grazie quindi al lavoro dei medici della rianimazione di Pontedera e di quelli del reparto malattie infettive di Livorno, il paziente di 56 anni è riuscito a salvarsi per la immensa gioia dei familiari, che erano caduti nella disperazione a metà di aprile, e con grande soddisfazione del personale sanitario.
L’uomo aveva manifestato i primi sintomi della malattia a partire dalla sera del 18 aprile. L’Igiene e Sanità Pubblica della Valdera aveva individuato le persone che erano entrate in stretto contatto con il paziente alle quali era stata somministrata la profilassi e offerta la vaccinazione.
Dopo la somministrazione a parenti e alle persone con cui il paziente era entrato in contatto in ambito lavorativo, l’Asl aveva divulgato la notizia del caso di meningite soprattutto per dare la possibilità a chi aveva incontrato il professionista di rivolgersi all’ambulatorio delle vaccinazioni.
Già il 25 aprile la figlia del paziente, titolare di un’agenzia immobiliare a Pisa, ci aveva scritto per segnalarci che il padre era fuori pericolo.
In un primo momento i sanitari avevano considerato disperate le condizioni dell’uomo colpito dalla meningite di tipo C, quella che è più pericolosa.
Oggi, per fortuna, sono lontani i giorni del massimo allarme, quando l’Asl Toscana Nord Ovest aveva comunicato: «È stata appena confermata la tipizzazione C per il caso di sepsi meningococcica diagnosticata ad un uomo di 56 anni, non vaccinato, residente in Valdera e tuttora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Livorno in prognosi riservata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’uomo aveva manifestato i primi sintomi della malattia a partire dalla sera del 18 aprile. L’Igiene e Sanità Pubblica della Valdera aveva individuato le persone che erano entrate in stretto contatto con il paziente alle quali era stata somministrata la profilassi e offerta la vaccinazione.
Dopo la somministrazione a parenti e alle persone con cui il paziente era entrato in contatto in ambito lavorativo, l’Asl aveva divulgato la notizia del caso di meningite soprattutto per dare la possibilità a chi aveva incontrato il professionista di rivolgersi all’ambulatorio delle vaccinazioni.
Già il 25 aprile la figlia del paziente, titolare di un’agenzia immobiliare a Pisa, ci aveva scritto per segnalarci che il padre era fuori pericolo.
In un primo momento i sanitari avevano considerato disperate le condizioni dell’uomo colpito dalla meningite di tipo C, quella che è più pericolosa.
Oggi, per fortuna, sono lontani i giorni del massimo allarme, quando l’Asl Toscana Nord Ovest aveva comunicato: «È stata appena confermata la tipizzazione C per il caso di sepsi meningococcica diagnosticata ad un uomo di 56 anni, non vaccinato, residente in Valdera e tuttora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Livorno in prognosi riservata».
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