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Peculato e truffa ai danni del Comune: arrestato Alberto Romei

Sabrina Chiellini
Alberto Romei, il dipendente comunale arrestato
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Alberto Romei, il dipendente comunale arrestato

Cascina: già indagato nell’inchiesta sugli asili, all'istruttire amministrativo di Cascina sono stati sequestrati beni per un valore di 200mila euro

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CASCINA. Peculato e truffa aggravata ai danni del Comune sono i reati contestati ad Alberto Romei, 52 anni, originario di Castelnuovo Garfagnana, pedagogista, dipendente del Comune di Cascina, fino a pochi mesi con funzioni di responsabile della progettazione educativa e del coordinamento pedagogico per il settore scuola comunale.

I finanzieri di Pisa lo hanno arrestato, nel pomeriggio di ieri, nella sua casa di Massa e Cozzile dove lo hanno rintracciato e gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Pisa, Giulio Cesare Cipolletta, su richiesta del pubblico ministero, Giovanni Porpora, che da alcuni mesi indaga su questo nuovo caso di reati contro la pubblica amministrazione. Caso che scuote il “palazzo” di Cascina dopo lo scandalo per l’assegnazione delle case popolari che aveva travolto nel 2010 l’allora assessore Roberto Lorenzi, poi condannato in primo grado a tre anni e sei mesi di reclusione.

Romei, al quale nelle scorse settimane era stato notificato un avviso di garanzia quando i finanzieri avevano perquisito l’ufficio in municipio, il domicilio a Pisa e la sua abitazione, per quanto riguarda la truffa aggravata è indagato in concorso con due educatrici, una delle quali, nata a Viareggio e residente a Cascina, in passato, in particolare nel periodo a cui si riferiscono i fatti dell’inchiesta, ha fatto parte dell’associazione Telefono Tata, ora chiusa ma nata più di dieci anni fa per dare supporto ai servizi per l’infanzia del Comune di Cascina. La seconda indagata è una educatrice che ha aperto un nido gestito da una cooperativa sociale.

Entrambe, quando ieri Procura e Finanza hanno chiuso il cerchio di questa prima fase delle indagini, hanno ricevuto un invito a comparire nei prossimi giorni in Procura. Il gip ha disposto anche un sequestro preventivo di beni riconducibili a Romei per valore di circa 200mila euro. Sono in corso accertamenti sui beni dell'indagato per procedere a un sequestro preventivo per equivalente delle somme di denaro illecitamente incassate.

Già prima di Natale l’ufficio scuola comunale, su indicazione degli amministratori, era stato invitato a fare attenzione alla gestione delle graduatorie degli asili nido. Successivamente Romei era stato trasferito da un giorno all’altro alla biblioteca sebbene lui, unico pedagogista alle dipendenze del Comune, avesse cercato di evitare lo spostamento. A denunciare un certo modo di operare, quello a cui poi hanno rivolto le loro attenzioni gli investigatori, sarebbe stata una insegnante a conoscenza del presunto meccanismo della formazione delle graduatorie, ma anche dello storno di alcune cifre destinate all’ente locale. Tutto partiva, secondo le accuse, dal fatto che, come è noto, le richieste di iscrizione agli asili nido comunali sono superiori ai posti disponibili e i bambini vengono inviati nelle strutture private convenzionate. Su tre di queste, con alcune delle quali il dipendente comunale ha rapporti di collaborazione in quanto svolge per loro il ruolo di consulente pedagogico, si sono concentrate le indagini della Finanza, partendo da due bonifici bancari effettuati in favore dell’associazione Telefono Tata e della cooperativa sociale Trilli che gestisce un nido privato. Ma, stando alle accuse, la maggior parte delle somme sarebbero state versate in contanti, anche se gli investigatori avrebbero trovato riscontri nella documentazione sequestrata.

Secondo gli inquirenti, Romei, che però nega ogni addebito, avrebbe truffato i gestori di nidi privati chiedendo indietro somme di denaro rispetto ai contributi che il gestore riceveva dall'amministrazione comunale per il servizio in convenzione. Richieste avvenute anche con delibere comunali esistenti, il cui contenuto nulla aveva a che fare con la gestione dei nidi, che sarebbero state falsificate. Il funzionario, infatti, è accusato di avere manipolato i documenti, utilizzando il numero di protocollo, la data e l'intestazione cambiandone il contenuto.
 

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