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La sindaca: «L’avevamo già trasferito»
L’istruttore amministrativo era stato spostato a lavorare in biblioteca senza compiti gestionali
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CASCINA. «Il dipendente comunale arrestato oggi (ieri per chi legge, ndr) era stato trasferito, su richiesta della giunta alla dirigente, non appena eravamo venuti a conoscenza di alcune presunte anomalie gestionali».
La sindaca Susanna Ceccardi, senza entrare nel merito della vicenda, ha così commentato quello che è il primo passo importante dell’inchiesta su Alberto Romei e la gestione degli asilo nido convenzionati.
«È successo a dicembre e da allora dobbiamo far fronte anche ad alcune difficoltà organizzative, visto che si tratta del coordinatore pedagogico», ha detto la sindaca che poi ha aggiunto: «Siamo venuti a conoscenza che qualcosa non funzionava da alcune segnalazioni e abbiamo immediatamente preso provvedimenti, spostando il dipendente in biblioteca e comunque togliendolo da qualunque responsabilità di carattere gestionale. Questo peraltro ci ha penalizzato sotto il profilo organizzativo, ma abbiamo preferito anteporre la trasparenza a qualunque altra difficoltà».
Anche il Comune era venuto a conoscenza di due bonifici per circa 2mila euro, incassati dal dipendente e pagati da alcune associazioni incaricate di gestire i posti in convenzione di asili nido privati.
«Nel merito dell’accusa – conclude Ceccardi – non possiamo entrare perché c’è un lavoro della magistratura, ma sappiamo che il dipendente avrebbe intascato indebitamente soldi per intervenire in qualche modo sulle graduatorie. Dalle informazioni che abbiamo, gli inquirenti gli contesterebbero di avere incassato somme ragguardevoli per attività illecite che si sono protratte per anni».
Per tutelarsi, dopo che Romei aveva ricevuto l’avviso di garanzia, il Comune ha aperto nei suoi confronti un procedimento disciplinare che era stato sospeso in attesa degli esiti dell’inchiesta.
Dopo il sequestro dei pc dell’istruttore amministrativo categoria C (ex sesta qualifica funzionale), gli inquirenti avrebbero trovato quel supporto “cartaceo” necessario a sostenere le accuse. Si parla anche di “simulazioni” di delibere che avrebbero mantenuto il numero reale, ma sarebbero state cambiate nei contenuti. La notizia dell’arresto ha lasciato i colleghi senza parole. Nessuno vuole credere alle accuse, tutti sperano che si tratti di un malinteso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La sindaca Susanna Ceccardi, senza entrare nel merito della vicenda, ha così commentato quello che è il primo passo importante dell’inchiesta su Alberto Romei e la gestione degli asilo nido convenzionati.
«È successo a dicembre e da allora dobbiamo far fronte anche ad alcune difficoltà organizzative, visto che si tratta del coordinatore pedagogico», ha detto la sindaca che poi ha aggiunto: «Siamo venuti a conoscenza che qualcosa non funzionava da alcune segnalazioni e abbiamo immediatamente preso provvedimenti, spostando il dipendente in biblioteca e comunque togliendolo da qualunque responsabilità di carattere gestionale. Questo peraltro ci ha penalizzato sotto il profilo organizzativo, ma abbiamo preferito anteporre la trasparenza a qualunque altra difficoltà».
Anche il Comune era venuto a conoscenza di due bonifici per circa 2mila euro, incassati dal dipendente e pagati da alcune associazioni incaricate di gestire i posti in convenzione di asili nido privati.
«Nel merito dell’accusa – conclude Ceccardi – non possiamo entrare perché c’è un lavoro della magistratura, ma sappiamo che il dipendente avrebbe intascato indebitamente soldi per intervenire in qualche modo sulle graduatorie. Dalle informazioni che abbiamo, gli inquirenti gli contesterebbero di avere incassato somme ragguardevoli per attività illecite che si sono protratte per anni».
Per tutelarsi, dopo che Romei aveva ricevuto l’avviso di garanzia, il Comune ha aperto nei suoi confronti un procedimento disciplinare che era stato sospeso in attesa degli esiti dell’inchiesta.
Dopo il sequestro dei pc dell’istruttore amministrativo categoria C (ex sesta qualifica funzionale), gli inquirenti avrebbero trovato quel supporto “cartaceo” necessario a sostenere le accuse. Si parla anche di “simulazioni” di delibere che avrebbero mantenuto il numero reale, ma sarebbero state cambiate nei contenuti. La notizia dell’arresto ha lasciato i colleghi senza parole. Nessuno vuole credere alle accuse, tutti sperano che si tratti di un malinteso.
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