Il presidio
proteste anche in valdera
Polemiche contro il presidente del Parlamento degli studenti
PONTEDERA. L’accusa è quella di aver trasformato un organo istituzionale, pensato a servizio degli studenti, in un semplice trampolino di lancio per qualche giovane destinato alla politica. Nel...
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PONTEDERA. L’accusa è quella di aver trasformato un organo istituzionale, pensato a servizio degli studenti, in un semplice trampolino di lancio per qualche giovane destinato alla politica. Nel mirino c’è prima di tutti il presidente Bernard Dika, accusato di un’eccessiva vicinanza ad una certa parte politica, e contro il quale il gruppo di opposizione ha presentato una mozione di sfiducia ancora da discutere. È guerra all’interno del Parlamento regionale degli studenti della Toscana: un organo che riunisce 60 ragazzi eletti nelle scuole superiori, chiamati a rappresentare le istanze dei circa 140mila studenti toscani. Tra i parlamentari di opposizione c’è anche una studentessa di Bientina, Caterina Cavallini, che insieme a Marco Pacini di Livorno e ad altri rappresentanti ha deciso di portare alla luce una situazione considerata al di fuori di ogni principio di democrazia.
«Perché negli ultimi tempi – dicono – qualcosa non sta funzionando. Ciò che si presentava come un’iniziativa positiva, si è lentamente trasformata in una sorta di trampolino di lancio per pochi, che nella loro assuefazione da gloria e nomea hanno dimenticato il loro compito».
Da qui la mozione di sfiducia nei confronti del presidente Dika, corredata da un’apposita documentazione, ma che ancora non è stato possibile discutere.
«Ci sentiamo presi in giro – continuano gli studenti in una nota –: la seduta è stata convocata nel pomeriggio di venerdì 5 maggio per lunedì 8 maggio, alle 15, in una scuola superiore di Firenze. Questo avviene in maniera del tutto illegittima, dato che la seduta deve svolgersi nell’aula consiliare della Regione salvo diversa comunicazione da parte dell’ufficio di presidenza e non, come è avvenuto, per iniziativa autonoma della presidenza. Questo fa pensare ad una strategia: una mozione di sfiducia, infatti, per poter essere approvata necessita dei due terzi dei parlamentari. Comunicando la riunione solo tre giorni prima e convocandola per il pomeriggio, invece, non tutti possono presentarsi. Il fatto, poi, che venga svolta nelle aule di un istituto nasconde la discussione all’occhio della stampa e impedisce che ogni dichiarazione sia registrata. Tutto questo non può passare sotto silenzio, perché c’è ancora chi crede in una politica nuova, giovane, lontana da chi cerca microfoni e telecamere». (g. p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Perché negli ultimi tempi – dicono – qualcosa non sta funzionando. Ciò che si presentava come un’iniziativa positiva, si è lentamente trasformata in una sorta di trampolino di lancio per pochi, che nella loro assuefazione da gloria e nomea hanno dimenticato il loro compito».
Da qui la mozione di sfiducia nei confronti del presidente Dika, corredata da un’apposita documentazione, ma che ancora non è stato possibile discutere.
«Ci sentiamo presi in giro – continuano gli studenti in una nota –: la seduta è stata convocata nel pomeriggio di venerdì 5 maggio per lunedì 8 maggio, alle 15, in una scuola superiore di Firenze. Questo avviene in maniera del tutto illegittima, dato che la seduta deve svolgersi nell’aula consiliare della Regione salvo diversa comunicazione da parte dell’ufficio di presidenza e non, come è avvenuto, per iniziativa autonoma della presidenza. Questo fa pensare ad una strategia: una mozione di sfiducia, infatti, per poter essere approvata necessita dei due terzi dei parlamentari. Comunicando la riunione solo tre giorni prima e convocandola per il pomeriggio, invece, non tutti possono presentarsi. Il fatto, poi, che venga svolta nelle aule di un istituto nasconde la discussione all’occhio della stampa e impedisce che ogni dichiarazione sia registrata. Tutto questo non può passare sotto silenzio, perché c’è ancora chi crede in una politica nuova, giovane, lontana da chi cerca microfoni e telecamere». (g. p.)
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