I cittadini protestano «In via Capitini auto a tutta velocità»
Dagli abitanti della zona nuovo appello al Comune per installare dissuasori e rendere più sicura la circolazione
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SAN MINIATO. Per tanti è una comoda e rapida alternativa al traffico della Tosco Romagnola. Una circonvallazione, che gira tutt’attorno alle abitazioni di San Miniato Basso fino a raggiungere lo stop di Fontevivo. Una strada che invita ad andare, schiacciando sull’acceleratore anche più del dovuto, dimenticandosi magari che quella è pur sempre una zona urbana. Una zona fatta di incroci e intersezioni a raso, con una serie di strade laterali a destra e a sinistra della strada. Gli abitanti di San Miniato Basso tornano a lanciare l’allarme: sotto accusa c’è la pericolosità di via Capitini, all’indomani del terribile incidente costato la vita a Pietro Baldini. Un episodio dalla dinamica ancora da chiarire, forse indipendente dal problema della velocità, ma comunque sufficiente a dimostrare ancora una volta la pericolosità di una strada che preoccupa gli abitanti. A segnalare il caso è Francesca Perrotta, cittadina residente in via dei Beccai, una delle strade che incrociano da nord a sud via Capitini, esattamente come la vicina via dei Prati da cui usciva il motocarro guidato da Baldini.
«Sono almeno due anni – dice la donna – che chiediamo al Comune di segnalare meglio la pericolosità della strada, mettendo qualcosa per provare a rallentare il traffico. Noi abitiamo a 100 metri dalla strada: quando arriviamo allo stop per immetterci su via Capitini dobbiamo fare molta attenzione, perché proprio in quel punto molte auto sono in sorpasso».
Il tratto più insidioso, infatti, è quello compreso tra la curva all’incrocio con via della Vigna fino all’innesto con via dei Prati: un lungo rettilineo senza troppe abitazioni a ridosso della carreggiata, che invita in molti a schiacciare l’acceleratore fino a velocità sostenute. Il tutto a dispetto degli incroci con le strade laterali, specie con le traverse che sbucano dalla campagna a nord del paese.
«La scorsa settimana mi hanno ammazzato il cane – racconta la donna - Purtroppo era scappato dal cancello. È stato arrotato e non è stato soccorso: lo abbiamo ritrovato senza vita nella fossa che corre lungo la strada».
Da qui la richiesta di qualche dissuasore di velocità: «Se gli autovelox non si possono mettere, si può provare almeno con qualche dosso o con una segnaletica diversa. Lungo questa strada c’è anche una scuola: anche nell’orario di uscita ci sono automobilisti che arrivano sparati come se nulla fosse. È giunto il momento di provare a fare qualcosa».
L’assessore con delega ai lavori pubblici, Marzia Fattori, pur confermando la pericolosità di via Capitini, non fa mistero di non credere nell’efficacia dei dissuasori.
«Sicuramente quella è una strada pericolosa – dice - ma il problema non si risolverà finché non cambierà la mentalità della gente. Anche i dossi non si possono mettere ovunque: se mettessimo un dosso in tutte le strade dove ci vengono chiesti riempiremo il Comune, però poi creerebbero altri tipi di disagi. Su una strada così lunga, poi, uno o due dossi non risolverebbero il problema».
La soluzione più appropriata, quindi, potrebbe essere quella di provare con una nuova segnaletica: «Di certo la segnaletica può essere migliorata, provando a limitare l’eccesso di velocità, soprattutto vicino alla scuola. Faremo una valutazione. Anche se è inutile illudersi: finché non cambia la cultura delle persone, ogni soluzione sarà sempre inefficace».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
«Sono almeno due anni – dice la donna – che chiediamo al Comune di segnalare meglio la pericolosità della strada, mettendo qualcosa per provare a rallentare il traffico. Noi abitiamo a 100 metri dalla strada: quando arriviamo allo stop per immetterci su via Capitini dobbiamo fare molta attenzione, perché proprio in quel punto molte auto sono in sorpasso».
Il tratto più insidioso, infatti, è quello compreso tra la curva all’incrocio con via della Vigna fino all’innesto con via dei Prati: un lungo rettilineo senza troppe abitazioni a ridosso della carreggiata, che invita in molti a schiacciare l’acceleratore fino a velocità sostenute. Il tutto a dispetto degli incroci con le strade laterali, specie con le traverse che sbucano dalla campagna a nord del paese.
«La scorsa settimana mi hanno ammazzato il cane – racconta la donna - Purtroppo era scappato dal cancello. È stato arrotato e non è stato soccorso: lo abbiamo ritrovato senza vita nella fossa che corre lungo la strada».
Da qui la richiesta di qualche dissuasore di velocità: «Se gli autovelox non si possono mettere, si può provare almeno con qualche dosso o con una segnaletica diversa. Lungo questa strada c’è anche una scuola: anche nell’orario di uscita ci sono automobilisti che arrivano sparati come se nulla fosse. È giunto il momento di provare a fare qualcosa».
L’assessore con delega ai lavori pubblici, Marzia Fattori, pur confermando la pericolosità di via Capitini, non fa mistero di non credere nell’efficacia dei dissuasori.
«Sicuramente quella è una strada pericolosa – dice - ma il problema non si risolverà finché non cambierà la mentalità della gente. Anche i dossi non si possono mettere ovunque: se mettessimo un dosso in tutte le strade dove ci vengono chiesti riempiremo il Comune, però poi creerebbero altri tipi di disagi. Su una strada così lunga, poi, uno o due dossi non risolverebbero il problema».
La soluzione più appropriata, quindi, potrebbe essere quella di provare con una nuova segnaletica: «Di certo la segnaletica può essere migliorata, provando a limitare l’eccesso di velocità, soprattutto vicino alla scuola. Faremo una valutazione. Anche se è inutile illudersi: finché non cambia la cultura delle persone, ogni soluzione sarà sempre inefficace».
Giacomo Pelfer
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