Il presidio
Grave fin dalla nascita, neonata muore a tre mesi. I genitori scrivono un messaggio
Pontedera: accertamenti per chiarire eventuali responsabilità mediche, la famiglia non esclude di presentare un esposto alla magistratura
PONTEDERA. Un messaggio toccante che mai nessun genitore vorrebbe scrivere. «Dopo quasi tre mesi di lotta te ne sei andata tranquilla, tra le braccia della mamma, mentre ti leggevo la favola de “La bella e la bestia”. Grazie per avermi dato la possibilità di godermi questo tempo con te, anche se fino alla fine ho sperato nel miracolo, che i dottori si sbagliassero e che tu saresti rimasta ancora. Ciao piccola, mamma e babbo ti amano con tutto loro stessi. So che adesso sarai tu a vegliare sui di noi e sarai sempre nei nostri cuori».
Un semplice messaggio pubblicato su Facebook racconta la disperazione di chi – la famiglia abita in Valdera, omettiamo il nome per rispetto di tanto dolore – perde una bambina di appena tre mesi. Lo ha pubblicato la mamma della piccola nata all’ospedale Lotti a Pontedera.
Durante il parto la bambina aveva sofferto e dopo la diagnosi di anossia cerebrale (mancanza di ossigeno) era stata intubata e trasferita all’ospedale di Pisa dove è morta l’altra sera.
Un dramma infinito, iniziato tre mesi fa (la bimba li avrebbe compiuti l’11 maggio). Una giovane coppia che ha deciso di fare un figlio, pensando di andare incontro alla gioia di una nuova vita. Ma le cose non sono andate come i genitori pensavano e oggi ancora nessuno sa spiegarsi quello che è successo.
Il ricordo di quella sera è però indelebile. Dopo il travaglio e il parto, i drammatici soccorsi e la neonata trasferita d’urgenza a Pisa nella speranza di riuscire a scongiurare il peggio.
La sera di sabato 6 maggio il cuore della piccolina si è fermato per sempre, poco prima di mezzanotte. Il suo corpicino è stato trasferito all’obitorio per l’autopsia. Sarà necessario un accertamento medico-legale per capire le cause della morte e se ci sono responsabilità da mettere in relazione alle fasi del parto, avvenuto a Pontedera.
Al momento la famiglia non ha ancora presentato un esposto ma i genitori, che in questo momento sono distrutti dal dolore, vorranno sapere cosa li ha privati della loro prima e adorata figlia.
In queste settimane la madre aveva tenuto informate le persone che sapevano di quello che era successo. Lo aveva fatto pubblicando i suoi pensieri sui social. Tre mesi di vita ma anche di lotta per scongiurare un destino che sembrava, per la gravità della situazione, inevitabile. Un modo per sentire la vicinanza di tante persone. Ma ora che è successo quello che nessuno avrebbe voluto la giovane madre ha chiesto agli amici di avere comprensione. «Vi chiedo il favore a tutti di non starmi a scrivere come va, come ti senti. Ho bisogno di stare da sola con mio marito. Grazie a tutti».
Anche l’Azienda ospedaliera e l’Asl si attiveranno per capire le cause dell’anossia cerebrale (la mancanza di ossigeno alle cellule cerebrali) riscontrata già durante il parto, tanto che era stato necessario rianimare la bambina. Ma senza l’autopsia ogni ipotesi diventa difficile.
Le famiglie d’origine della giovane coppia sono molto conosciute in Valdera. In tanti quindi si sono uniti a loro con messaggi e telefonate.
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