Il presidio
Forno crematorio, cittadini chiamati a dire la loro
Lavaiano: il Comune di Casciana Terme Lari sceglie il dibattito pubblico sul progetto Intanto aumentano le tariffe dei cimiteri. Il sindaco: "I costi sono insostenibili"
LAVAIANO. Non sarà un processo partecipativo, ma quasi. Il sistema pensato dal Comune di Casciana Terme Lari per provare a fare chiarezza sul progetto del forno crematorio da realizzare a Lavaiano è quello del dibattito pubblico. Si tratta di una modalità di coinvolgimento dei cittadini su grandi interventi che riguardano il territorio che prende ispirazione dall’esperienza della Commission National du Debat Public attiva in Francia dal 1996. Modalità e tempi sono rimandati a una delibera che la giunta del sindaco Mirko Terreni dovrebbe fare entro dieci giorni. «In questa maniera cercherà di spiegare meglio le nostre intenzioni, avvalendoci anche degli interventi di esperti», dice il sindaco che, però, aggiunge la notizia indigesta: «Nel frattempo saranno aumentare le tariffe cimiteriali, perché i costi per la gestione sono diventati insostenibili per le nostre casse».
Da un lato, quindi, una sorta di apertura dopo che il fronte del no al progetto ha alzato gli scudi raccogliendo centinaia di firme e mettendo in scena una protesta con tanto di post al veleno su Facebook, assemblee pubbliche a tappeto, striscioni e manifesti appesi un po’ ovunque. Anche se Terreni definisce il dibattito pubblico come «il tentativo di sgombrare il campo da tante inesattezze che sono state introdotte nel dibattito attorno al forno crematorio di Lavaiano, specialmente da esponenti del Movimento Cinque Stelle». Dall’altro lato, però, arriva la doccia fredda per i cittadini dei maggiori costi da sostenere per le sepolture e la gestione delle tombe dei propri cari.
«Il dibattito pubblico ci permetterà di fare incontri con i cittadini, facendo intervenire esperti del settore che spieghino meglio i criteri che sono alla base di progetti di questo genere – aggiunge il sindaco – È chiaro che non vogliamo convincere nessuno. Se uno, alla fine del percorso, continuerà a pensarla diversamente dall’amministrazione comunale, rispetteremo il suo pensiero».
Un altro elemento che sarà inserito nel dibattito sarò la pubblicazione di documenti relativi al progetto. «Se non imboccassimo questa direzione – riprende Terreni – non lo potremmo fare, almeno fino al momento del bando pubblico che, sottolineo, non solo non è stato pubblicato, ma non è stato ancora pensato. Non è vero, come ci è stato imputato, di fare tutto di nascosto». L’attesa, ora, è per i contenuti della delibera che regolamenterà il dibattito pubblico per il forno crematorio che tanti cittadini hanno già ribadito di non volere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
