Il Tirreno

Pontedera

«Il Comune faccia la sua parte dopo le condanne per la Coop» 

«Il Comune faccia la sua parte dopo le condanne per la Coop» 

Lo chiede l’associazione “Territorio in comune” ma da anni le famiglie che sono state truffate sollecitano l’amministrazione a determinare i prezzi di cessione delle case

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SAN MINIATO. La sentenza di condanna dei vertici e degli amministratori della cooperativa Primavera 90 se chiude, almeno in primo grado, una pagina sofferta della vicenda dal punto di vista penale, lascia però aperti una serie di problemi dal punto di vista civile e strettamente legati alla proprietà degli immobili realizzati nel Piano per l’edilizia economica e popolare di Ponte a Egola dalla cooperativa.
Ci sono famiglie che hanno pagato somme importanti, fino a 200mila euro, i risparmi di una vita , e non possono entrare in possesso della casa che per tanto tempo avevano sognato. Alcune di queste famiglie chiedono al Comune di San Miniato di fare la sua parte e di aiutarle a risolvere il lungo contenzioso. Siamo in un contesto in cui la truffa è stata riconosciuta in sede penale e si parla di danni per milioni di euro.
«Il tracollo della cooperativa Primavera 90 che ha portato ad una pesante sentenza di condanna dei massimi responsabili della cooperativa ha posto in evidenza il dramma di numerose famiglie del comune di San Miniato che agli inizi degli anni duemila decisero di affidarsi a tale impresa per costruire alloggi in area di edilizia economica e popolare, nella attuale via Contrada nuova a Ponte a Egola», scrive l’associazione Territorio in Comune. A San Miniato la vicenda che vede protagonista la fallita cooperativa Primavera 90 appare ancora più complicata rispetto a ciò che è accaduto a Montelupo Fiorentino e Calcinaia.
A San Miniato le famiglie incappate nella rete «della mala gestione della cooperativa lamentano anche una inadeguatezza nel comportamento tenuto dal Comune di San Miniato nella determinazione del prezzo di acquisto per metro quadrato il quale, nel tempo, avrebbe subito incomprensibili oscillazioni, attestandosi infine su un valore significativamente superiore a quello iniziale e quindi con un importante incremento del costo delle abitazioni che ha dato luogo ad un ulteriore motivo di disagio dei possessori degli alloggi», afferma l’associazione.
I cittadini che abitano in via Contrada nuova denunciano questa situazione da tempo e chiamano in causa l’operato del Comune di San Miniato. «Riteniamo che essi meritino una pubblica, chiara e plausibile risposta da parte dell’amministrazione comunale. Non è ammissibile che la vicenda della Cooperativa Primavera 90 venga gestita in sordina e archiviata nel dimenticatoio come è avvenuto in passato per le vicende che hanno visto come protagonista un’altra cooperativa edilizia, il Consorzio Etruria», chiede ancora la stessa associazione.
Più volte queste famiglie, che hanno speso migliaia di euro per tutelarsi dal punto di vista legale, hanno scritto al Comune di San Miniato spiegando di non avere potuto firmare i rogiti in quanto il Comune non aveva determinato il costo di costruzione degli immobili e quando lo ha fatto, come spiega Alfredo Sorace, uno dei cittadini rimasto truffato, si è distaccato dai prezzi proposti inizialmente dalla cooperativa agli acquirenti o non ha tenuto conto degli effettivi metri quadri degli alloggi. Resta dunque da capire perché il Comune ha disatteso i prezzi che si potevano ricavare dalla Convenzione stipulata dopo la delibera del consiglio comunale 32 del 2008.
Ma le rettifiche dei prezzi di cessioni il Comune non le ha mai presentate, ignorando le richieste dei cittadini che da anni combattono una difficile battaglia giudiziaria per poter entrare in possesso di case che peraltro la Cooperativa in alcuni casi non ha nemmeno completato. Non essendoci gli atti di rogito, gli appartamenti rischiano di finire all’asta.(s.c.)

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