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Il caso a Visignano
I posti al cimitero ci sono ma non vengono utilizzati
CASCINA. I cimiteri sono quasi tutti al completo. Eppure Cascina può permettersi di tenere un “giardino” all’interno dell’ampliamento che più di cinque anni fa è stato realizzato nel cimitero di...
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CASCINA. I cimiteri sono quasi tutti al completo. Eppure Cascina può permettersi di tenere un “giardino” all’interno dell’ampliamento che più di cinque anni fa è stato realizzato nel cimitero di Visignano. I cascinesi sanno bene quanto costa un caro estinto. E chi vuole una sepoltura a terra e non nei costosi loculi si imbatte quasi sempre in una serie difficoltà per trovare un posto disponibile al cimitero. L’ufficio cimiteri, infatti, pur di fronte alla scelta politica di mantenere aperti oltre 20 cimiteri nei vari paesi, ha quasi sempre problemi quando c’è da provvedere ad una inumazione. Il caso di Visignano è diventato l’esempio di come si possano gestire senza una reale pianificazione i servizi cimiteriali. L’ampliamento, con la costruzione di nuove cappelle è stato completato ormai da molti anni. L’area è stata dotata di un nuovo cancello pensato forse come un secondo ingresso. Il condizionale è d’obbligo perché poi le “carte” di questo ampliamento non sono mai state messe a posto. Una volta realizzato quello che di fatto è solo un ampio giardino, dove l’impresa che ha in appalto i servizi cimiteriali si preoccupa di tagliare l’erba in maniera periodica, nessuno si è preoccupato – e il Comune in questo ha le sue responsabilità – di andare a vedere come era utilizzata quest’area cimiteriale. I cittadini si aspettavano di vedere arrivare da un momento all’altro le prime sepolture ma gli anni sono passati ed è rimasta solo l’erba. Eppure nel febbraio 2016 la vecchia amministrazione comunale, annunciando l’imminente arrivo di centinaia di loculi in più, aveva annunciato la realizzazione di nuovi campi di inumazione a terra a San Frediano con circa 35 posti, a Cascina (in via Fosse Vecchio) con circa 50 posti e a Visignano con circa 50 posti». Il nuovo piano dei cimiteri, presentato prima delle ultime elezioni amministrative, è rimasto un sogno nel cassetto. Così come non sono arrivati i totem informativi anche le altre migliorie promesse si sono perse nelle nebbie della campagna pisana.
Così se nel cimitero di Cascina in via Fosso Vecchio i cittadini hanno ereditato uno stagno con tanto di rane e ninfee, a Visignano c’è spazio per il giardinaggio. «Stiamo cercando di capire per quale ragione quest’area non è ancora stata utilizzata – spiega l’assessore Gino Logli – non risulta un campo per inumazioni ma soltanto un’area cimiteriale. Cosa sia accaduto nel passato non sappiamo ancora dirlo, gli uffici sono ancora al lavoro». I cimiteri per molti anni sono stati gestiti dalla cooperativa l’Arca di Cascina, ora Cft. Dal 2015 le manutenzioni dei cimiteri sono affidate alla Cft-Olv che ha ottenuto l’appalto fino al 2018. (s. c.)
Così se nel cimitero di Cascina in via Fosso Vecchio i cittadini hanno ereditato uno stagno con tanto di rane e ninfee, a Visignano c’è spazio per il giardinaggio. «Stiamo cercando di capire per quale ragione quest’area non è ancora stata utilizzata – spiega l’assessore Gino Logli – non risulta un campo per inumazioni ma soltanto un’area cimiteriale. Cosa sia accaduto nel passato non sappiamo ancora dirlo, gli uffici sono ancora al lavoro». I cimiteri per molti anni sono stati gestiti dalla cooperativa l’Arca di Cascina, ora Cft. Dal 2015 le manutenzioni dei cimiteri sono affidate alla Cft-Olv che ha ottenuto l’appalto fino al 2018. (s. c.)
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