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Pontedera

Quel lutto nel cuore dei sangiovannesi 

Quel lutto nel cuore dei sangiovannesi 

Choc collettivo in paese a pochi giorni dalla festa del Castellare che si farà, ma in tono dimesso

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VICOPISANO. Quella di sabato non sarà la solita notte di festa per San Giovanni alla Vena. Non può essere altrimenti dopo le scene da bombardamento rimandate da giornali, siti internet, social network e televisioni. E non solo perché per la prima volta dai tempi cupi della Seconda guerra mondiale, la reliquia della Sacra Croce non sarà vegliata nella chiesa del Castellare distrutta dalla fuga di gas. Ma anche perché i sangiovannesi stanno vivendo queste ore con il lutto nel cuore.
Un colpo al cuore che ha suscitato una sorta di choc collettivo. Per avere un’idea basta dare un’occhiata alla pagina Facebook del paese per capire la portata dell’evento. Ma lo scoppio dell’altra sera ha prodotto anche una reazione condita da buonissime intenzioni. Il sindaco Juri Taglioli ha convocato una riunione per martedì tra la diocesi, la Soprintendenza, il Comitato del Castellare, i vigili del fuoco e i carabinieri. «Faremo il punto della situazione per trovare una strada che ci porti alla ricostruzione», ha detto il sindaco, aggiungendo: «Ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà e di sostegno. Ma anche tante proposte di raccolte di fondi per cominciare a programmare il recupero della chiesa». Qualcuno è già stato in banca a informarsi, in molti si sono resi disponibili per dare una mano come nella migliore tradizione quando si verificano distruzioni che toccano l’anima delle persone in questa maniera.
Una reazione figlia dello smarrimento in cui è sprofondato il paese. Ma anche chi ha visto i fuochi della festa almeno per una volta. O in chi ha osservato quelle piccole fiammelle della fiaccolata del sabato sera di festa salire verso il Castellare. Oppure tra quelli che, ogni fine settimana, hanno scelto quel panorama mozzafiato sulla piana di Pisa come mèta di una vigorosa pedalata in mountain bike.
Un foltissimo gruppo di amanti di quel luogo così lontano da tutto, ma in grado di dominare un territorio che, l’altra sera, ha perso un pezzo molto importante della sua storia. La chiesa sarà ricostruita. «Ma quel fischio nelle orecchie dei ragazzi che erano presenti se lo porteranno dietro per sempre», ha detto don Paolo Manzin.
Ecco perché non potrà essere la solita festa del Castellare quella che si sta preparando per questo fine settimana. Ci saranno cambiamenti nel programma. Il pezzo della Santa Croce sarà custodito nella pieve in paese, dove si svolgeranno la recita del Vespro, le processioni e le messe. Ci saranno i consueti ritrovi per le solite cene in casa. E in tantissimi, c’è da scommetterci, parteciperanno alle funzioni religiose. Forse mai come quest’anno. (a.q.)

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