Il presidio
«Le tariffe della Tari sono una giungla»
La denuncia della Uil, che spinge gli enti locali a una politica di omogeneizzazione territoriale
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PONTEDERA. «Ogni comune fa politica a sé e questo non può che andare a svantaggio dei cittadini».
È questa la denuncia che Marcello Casati, Barbara Bussotti e Angelo Colombo (Uilp e Uil) lanciano a seguito della contrattazione sociale che ha visto impegnati Cgil, Cisl e Uil in diversi tavoli coi Comuni della provincia in merito alla Tari. «Per la prima volta – dice Casati – per non dare giudizi affrettati, abbiamo cominciato a mettere assieme dei dati relativi alla tassa sui rifiuti nei vari comuni per avere un quadro complessivo, mentre ci accingevamo ad aprire tavoli di concertazione con i vari enti, che in molti casi sono andati a buon fine o sono in procinto di esserlo. La situazione, però, e quanto mai variegata, con alcuni paradossi. Un nucleo di quattro persone che abita in 100 metri quadrati a Ponsacco, tanto per fare un esempio, paga meno di tre persone a Pontedera alle stesse condizioni». Pesano poi le differenze di gestione. «Dei 37 Comuni che compongono la provincia di Pisa ognuno marcia per sé e solo in pochi casi assistiamo ad un tentativo di collaborazione concertata, col risultato che ci sono Comuni che pian piano riprendono le redini di parte del servizio, o fanno un servizio diversificato o, ancora, decidono di fare riscossione per conto loro. Vi sono Comuni dipendenti in tutto e per tutto da Geofor o dalla Belvedere, mentre altri stanno riportando alcuni tipi di raccolta a una gestione comunale. Un sistema, che in certi casi risulta essere meno costoso di quello di Geofor».
Se si guarda il quadro provinciale dei Comuni che hanno aperto un canale con i sindacati, molte sono le differenze. Capita ad esempio che a Calcinaia, comune dove si sperimenta la pesatura puntuale, vi siano tariffe più vantaggiose nei tre casi prospettati: una persona in 60 mq (84 euro), due persone in 80 (130 euro) e quattro persone in 100 (172 euro). Cifre che a Calci, fra le più care, diventano 192, 334 e 484 euro. Volendo invece restare in Valdera la stessa persona sola pagherà 144 euro a Pontedera, 101 a Ponsacco, 142 a Casciana Terme Lari, 120 a Capannoli, 163 a Buti, 130 a Palaia o 123 a Chianni. «Differenze che si ritrovano anche nelle altre fasce e disegnano un quadro più disomogeneo in Valdera più che altrove, per motivi di contrattazione, di morfologia del territorio, di necessità d'investimento e così via – continua Casati – Questo rende necessario aprire un percorso che veda la Provincia e i Comuni impegnati in un'operazione di omogeneizzazione delle politiche sui rifiuti: investimenti, gestione e costi».
Nilo Di Modica
È questa la denuncia che Marcello Casati, Barbara Bussotti e Angelo Colombo (Uilp e Uil) lanciano a seguito della contrattazione sociale che ha visto impegnati Cgil, Cisl e Uil in diversi tavoli coi Comuni della provincia in merito alla Tari. «Per la prima volta – dice Casati – per non dare giudizi affrettati, abbiamo cominciato a mettere assieme dei dati relativi alla tassa sui rifiuti nei vari comuni per avere un quadro complessivo, mentre ci accingevamo ad aprire tavoli di concertazione con i vari enti, che in molti casi sono andati a buon fine o sono in procinto di esserlo. La situazione, però, e quanto mai variegata, con alcuni paradossi. Un nucleo di quattro persone che abita in 100 metri quadrati a Ponsacco, tanto per fare un esempio, paga meno di tre persone a Pontedera alle stesse condizioni». Pesano poi le differenze di gestione. «Dei 37 Comuni che compongono la provincia di Pisa ognuno marcia per sé e solo in pochi casi assistiamo ad un tentativo di collaborazione concertata, col risultato che ci sono Comuni che pian piano riprendono le redini di parte del servizio, o fanno un servizio diversificato o, ancora, decidono di fare riscossione per conto loro. Vi sono Comuni dipendenti in tutto e per tutto da Geofor o dalla Belvedere, mentre altri stanno riportando alcuni tipi di raccolta a una gestione comunale. Un sistema, che in certi casi risulta essere meno costoso di quello di Geofor».
Se si guarda il quadro provinciale dei Comuni che hanno aperto un canale con i sindacati, molte sono le differenze. Capita ad esempio che a Calcinaia, comune dove si sperimenta la pesatura puntuale, vi siano tariffe più vantaggiose nei tre casi prospettati: una persona in 60 mq (84 euro), due persone in 80 (130 euro) e quattro persone in 100 (172 euro). Cifre che a Calci, fra le più care, diventano 192, 334 e 484 euro. Volendo invece restare in Valdera la stessa persona sola pagherà 144 euro a Pontedera, 101 a Ponsacco, 142 a Casciana Terme Lari, 120 a Capannoli, 163 a Buti, 130 a Palaia o 123 a Chianni. «Differenze che si ritrovano anche nelle altre fasce e disegnano un quadro più disomogeneo in Valdera più che altrove, per motivi di contrattazione, di morfologia del territorio, di necessità d'investimento e così via – continua Casati – Questo rende necessario aprire un percorso che veda la Provincia e i Comuni impegnati in un'operazione di omogeneizzazione delle politiche sui rifiuti: investimenti, gestione e costi».
Nilo Di Modica
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