Il presidio
Carismi, ok al piano di Crédit Agricole
Il Fondo interbancario dà il via al salvataggio della banca Domani la formalizzazione della manifestazione d’interesse
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SAN MINIATO. A meno di sorprese dell’ultima ora, il dado sembra davvero tratto. Almeno dal punto di vista della corsa alla sottoscrizione per l’aumento di capitale della Cassa di Risparmio di San Miniato. Così com’era emerso alcuni giorni fa, Crédit Agricole si avvia a deliberare l’offerta vincolante nel consiglio d’amministrazione in programma domani.
Si tratta del terzo passaggio fondamentale per portare avanti il salvataggio di Carismi.
Il secondo, invece, c’è stato ieri con l’incontro tra Giampiero Maioli, amministratore delegato di Cariparma Crédit Agricole, e i responsabili del Fondo interbancario di tutela dei depositi da cui è emerso l’accordo per l’erogazione di fondi da destinare al piano di salvataggio della San Miniato e delle Casse di risparmio di Cesena e di Rimini, gli altri due istituti di credito a cui il colosso bancario è interessato.
Il primo passaggio fondamentale, però, era avvenuto l’altro giorno, quando Maioli si era riunito con i vertici della sua banca a Parigi ricevendo il via libera per “la campagna acquisti”.
La settimana scorsa era stata Banca d’Italia a “spingere” Crédit Agricole verso Carismi, malgrado l’interesse del fondo Barents Re e della cordata d’investitori italiani guidata da Vincenzo De Bustis a cui si era aggiunto il fondo statunitense Jc Flowers.
I giochi restano comunque aperti, anche perché nelle prossime settimane ci sarà la verifica dei bilanci delle tre “casse” a cui è interessato Crédit Agricole che, solo dopo la due diligence, presenterà un’offerta formale e definitiva.
Lo stesso Maioli, a margine dell’esecutivo dell’Abi, era stato abbastanza interlocutorio con i giornalisti che gli chiedevano notizie sul salvataggio di Cesena, Rimini e San Miniato.
«Siamo in attesa delle valutazioni del Fondo», aveva risposto alle domande dei cronisti. Ora che la risposta è stata positiva, non resta che aspettare sviluppi di una vicenda che sta per entrare nella fase decisiva. Ma che sembra ancora lontana dal potersi dire conclusa, dopo che per mesi si è andati avanti tra annunci e rinvii, fughe di notizie e smentite.
In tutto questo ci sono i sindacati che parlano con grande fiducia dello scatto in avanti di Crédit Agricole, istituto gradito ai rappresentanti dei lavoratori.
Anche se, adesso, oltre all’esito della trattativa, l’incognita è rappresentata dal futuro che si prospetta per i dipendenti della banca sanminiatese. E questa potrebbe essere un’altra partita molto difficile e ancora tutta da giocare.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Si tratta del terzo passaggio fondamentale per portare avanti il salvataggio di Carismi.
Il secondo, invece, c’è stato ieri con l’incontro tra Giampiero Maioli, amministratore delegato di Cariparma Crédit Agricole, e i responsabili del Fondo interbancario di tutela dei depositi da cui è emerso l’accordo per l’erogazione di fondi da destinare al piano di salvataggio della San Miniato e delle Casse di risparmio di Cesena e di Rimini, gli altri due istituti di credito a cui il colosso bancario è interessato.
Il primo passaggio fondamentale, però, era avvenuto l’altro giorno, quando Maioli si era riunito con i vertici della sua banca a Parigi ricevendo il via libera per “la campagna acquisti”.
La settimana scorsa era stata Banca d’Italia a “spingere” Crédit Agricole verso Carismi, malgrado l’interesse del fondo Barents Re e della cordata d’investitori italiani guidata da Vincenzo De Bustis a cui si era aggiunto il fondo statunitense Jc Flowers.
I giochi restano comunque aperti, anche perché nelle prossime settimane ci sarà la verifica dei bilanci delle tre “casse” a cui è interessato Crédit Agricole che, solo dopo la due diligence, presenterà un’offerta formale e definitiva.
Lo stesso Maioli, a margine dell’esecutivo dell’Abi, era stato abbastanza interlocutorio con i giornalisti che gli chiedevano notizie sul salvataggio di Cesena, Rimini e San Miniato.
«Siamo in attesa delle valutazioni del Fondo», aveva risposto alle domande dei cronisti. Ora che la risposta è stata positiva, non resta che aspettare sviluppi di una vicenda che sta per entrare nella fase decisiva. Ma che sembra ancora lontana dal potersi dire conclusa, dopo che per mesi si è andati avanti tra annunci e rinvii, fughe di notizie e smentite.
In tutto questo ci sono i sindacati che parlano con grande fiducia dello scatto in avanti di Crédit Agricole, istituto gradito ai rappresentanti dei lavoratori.
Anche se, adesso, oltre all’esito della trattativa, l’incognita è rappresentata dal futuro che si prospetta per i dipendenti della banca sanminiatese. E questa potrebbe essere un’altra partita molto difficile e ancora tutta da giocare.
Andreas Quirici
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