Il Tirreno

Pontedera

Assalito da passeggeri che volevano salire senza pagare il biglietto

Assalito da passeggeri che volevano salire senza pagare il biglietto

PONTEDERA. «Vorrei fare un elogio all’autista del bus di linea che non ha reagito alle provocazioni di alcuni passeggeri saliti a Pisa su un mezzo della Ctt». Comincia così la telefonata di una...

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «Vorrei fare un elogio all’autista del bus di linea che non ha reagito alle provocazioni di alcuni passeggeri saliti a Pisa su un mezzo della Ctt».
Comincia così la telefonata di una cittadina di Cascina, Roberta Bianchi, che la sera di Pasquetta è stata testimone diretta di un episodio che ha messo a dura prova la pazienza e la calma dell’autista del bus partito da Pisa alle 20.30 e diretto a Pontedera. Alcuni passeggeri stranieri non volevano pagare il biglietto o comunque non hanno gradito il fatto che l’autista si fosse organizzato, come richiesto dall’azienda, per far salire i passeggeri dalla porta anteriore e non da quella centrale. In questo modo il conducente del mezzo pubblico ha avuto la possibilità — succede in molti paesi europei e nessuno si meraviglia — di controllare il biglietto a chi saliva sul bus. «Quando eravamo in attesa del bus a Pisa tutti si sono messi in fila, l’autista ha tenuto le porte chiuse e fatto entrare solo da quella anteriore. C’erano una cinquantina di persone, quasi tutte straniere. Mentre il dipendente del Ctt controllava i biglietti qualcuno bussava alla porta centrale per cercare di entrare da lì. Poi è arrivata una ragazza straniera, è salita senza pagare. Ha rovistato a lungo nella borsa, aveva due euro ma non li ha dato subito all’autista che nel frattempo doveva fare salire gli altri passeggeri», racconta la cittadina. Nel frattempo, altre persone cercavano di entrare dalla porta centrale. Avevano un passeggino, come racconta la donna, che era stato caricato con altri oggetti, il bambino era già salito. «Anche se l’autista ha detto più volte che non avrebbe aperto la porta centrale c’era chi continuava ad insistere in malo modo creando una situazione di tensione che avrebbe potuto facilmente essere evitata». Alla fine, terminata questa fase e con il passeggino a bordo, l’autista è andato a cercare la giovane che non aveva pagato. «Mi sono sentita di dirgli dove si era seduta — dice Bianchi — ma un altro straniero mi ha detto: “Hai già parlato anche troppo…”. Non ho timore a dire che non è stato un bel momento, ho sentito astio e risentimento verso l’autista ma anche verso chi chiede che ci sia il rispetto delle regole e che i passeggeri paghino per un servizio pubblico».
L’autista non si è scomposto. «Voglio dirlo pubblicamente — aggiunge — : ha mantenuto la calma anche se un gruppo di passeggeri ha fatto di tutto per creare confusione. Lui si è trovato davanti a uomini grandi e grossi che avevano un fare minaccioso. Non ha reagito minimamente e alla fine è andato tutto bene. Credo però che queste situazioni siano frequenti. Per cui ci vorrebbero maggiori controlli da parte delle forze di polizia anche sui bus di linea, come si vedono sui treni. Ho provato una sensazione di paura che non voglio avere, non sono razzista e sono per la massima libertà dei popoli. Ma quello che è sbagliato è il nostro atteggiamento: dobbiamo aver fatto credere agli stranieri che possono anche non rispettare le regole. Invece, è il contrario: dobbiamo fare capire che le regole del paese che li accoglie vanno rispettate. Solo così ci può essere una vera integrazione». (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web