Il Tirreno

Pontedera

Un giorno in barella a 103 anni prima di essere ricoverata 

Un giorno in barella a 103 anni prima di essere ricoverata 

Nuova odissea al pronto soccorso dell’ospedale “Felice Lotti”, protestano i familiari dell’anziana Mancano i posti letto, ma l’Asl ribatte che la paziente ha ricevuto tutte le cure necessarie

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PONTEDERA. Alla fine la “nonna” di Pontedera, con le sue 103 primavere, è stata ricoverata all’ospedale Lotti. Ma prima che si liberasse un posto letto per lei ha dovuto affrontare gli stessi problemi di altri cittadini più giovani e che, come abbiamo scritto anche di recente, sono legati alla mancanza di posti letto che affligge anche l’ospedale di Pontedera.
«Sono delusa e allibita. Sono al pronto soccorso con mia nonna, 103 anni a giugno, con tanto di foglio del medico perché ha difficoltà a bere e a mangiare da due giorni. Dalle 4 in una barella le hanno fatto la flebo alle 7 passate e le hanno fatto analisi delle quali ancora non abbiamo risposta. Ci hanno detto che se va ricoverata se ne parlerà da domani a sabato. E lei starà come altri che sono qui su una barella. Noi la porteremo a casa perché su una branda a 103 anni è impensabile. Ma è impensabile pure questa situazione», si è sfogata su Facebook, l’altro pomeriggio, la nipote, Francesca Volpe, che con il suo post ha poi dato vita ad un ampio dibattito su “Sei di Pontedera se”.
Rispetto ad alcune settimane fa la situazione non è cambiata. La carenza di posti letto è cronica e ormai chi si rivolge all’ospedale Lotti sa che va incontro a questi disagi quando è necessario un ricovero. Alla fine, dopo le proteste, ieri mattina per l’anziana è stato trovato un posto letto ed è stata ricoverata.
L’Asl Toscana Nord Ovest, da noi interpellata, assicura che anche quando i pazienti vengono lasciati per ore su una barella, in attesa che si liberi un posto nei reparti, ricevono dai medici dell’emergenza tutte le attenzioni necessarie e anche il personale infermieristico segue questi degenti come se fossero stati ricoverati a tutti gli effetti e quindi presi in carico dall’ospedale.
Ma per i familiari vedere un’anziana di 103 anni lasciata così a lungo su un lettino, in un corridoio, è una situazione difficile da accettare. Così come lo è per chi ha un familiare che sta male.
Da tempo fonti sindacali denunciano carenze di personale infermieristico, oltre che di posti letto, nell’ospedale cittadino, in particolare al pronto soccorso. Tuttavia niente sembra essere cambiato nonostante le segnalazioni dei cittadini e le interrogazioni rivolte dalla Lista Civica Indipendente in consiglio comunale.
Eppure l’ospedale Lotti rappresenta una struttura strategica nell’ambito della sanità della nostra zona ed ha un bacino di 110. 000 abitanti. Di conseguenza la logica dei tagli a tutti i costi non è facile da comprendere sia da parte dei cittadini che a livello politico.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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