Due famiglie sfrattate non lasceranno gli alloggi d'emergenza
I due nuclei familiari, sgomberati da due case a Cascina, si trovano in un'abitazione d'emergenza a Pisa. L'Unione inquilini: "Hanno figli minori, usciranno solo se esistono soluzioni alternative"
CASCINA. «La famiglia sfrattata la settimana scorsa a Cascina si trova in un alloggio d’emergenza a Pisa che, secondo i servizi sociali, dovrà rilasciare la settimana prossima», dice Claudio Lazzeri, segretario provinciale dell’Unione inquilini Pisa. E nella stessa situazione si trova un’altra famiglia marocchina sfrattata da San Frediano a Settimo, che è stata sistemata in un altro alloggio d’emergenza a Pisa.
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Considerato che «in entrambi casi si parla di famiglie con minori, comunichiamo che le due famiglie non usciranno dagli alloggi d’emergenza a meno che non siano trovate soluzioni alternative», osserva sempre Lazzeri. «Soprattutto la famiglia marocchina avrebbe a disposizione 12.000 euro per stipulare un nuovo contratto di locazione concordato ma non riesce a trovare nel mercato privato alcun proprietario disposto a concedere una casa in locazione».
La stessa Unione inquilini Pisa sollecita il Comune di Cascina al reperimento di alloggi da privati che vengano dati in locazione all’amministrazione e allo stesso tempo comunica che anche lunedi è previsto in via Toscoromagnola uno sfratto con la forza pubblica per una famiglia alla quale è stata proposta la stessa soluzione temporanea.
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«Se non verranno presi provvedimenti urgenti» la situazione denunciata la settimana scorsa «diverrà esplosiva sia a Cascina che a Pisa», considerato proprio che le famiglie sfrattate nel comune di Cascina sono collocate in strutture nel comune di Pisa. E lo stesso Lazzerini afferma che il capoluogo pisano «ha gli stessi problemi di emergenza abitativa».
Lo stesso responsabile fa presente che ha inviato una mail alla responsabile Macrostruttura educativa e socioculturale del Comune di Cascina, Carrozzo e per conoscenza all’assessore Ziello e ai servizi sociali per conto delle due famiglie per «comunicare che non hanno trovato una sistemazione». Per questo motivo, «si chiede che la commissione tecnica prolunghi l’albergazione e si adoperi per reperire una soluzione abitativa per le famiglie. E vista la presenza di minori, i due nuclei familiari non rilasceranno gli immobili concessi in via emergenziale fino a che non sarà trovata una soluzi» che lo stesso Claudio Lazzeri si augura prossima.
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