Italia
Allarme geotermia Enel studia di ridurre gli investimenti
L’eventualità è dovuta allo stallo dei permessi in Toscana Dai 213 milioni in appalto nel 2016 ai 70 dell’anno prossimo
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LARDERELLO. I tanti appelli alla Regione dei sindaci del Comuni geotermici affinché ripensasse la limitazione per l’attività di esplorazione e per la costruzione di nuove centrali stanno per trasformarsi in un vero e proprio allarme. Il rischio annunciato era che Enel Green Power spostasse i propri investimenti altrove, visto lo stalla della geotermia in Toscana. E ora tutto questo sta per concretizzarsi. Dai 213 milioni dati in appalto per le manutenzioni nel 2016, di cui il 21% andato a ditte del territorio, la previsione è che nel 2018 la società dia in appalto solo 70 milioni. Con ricadute disastrose per l’economia di territori come quello di Larderello, Pomarance, Castelnuovo Valdicecina e dell’Amiata.
Un allarme che ancora nessuna delle amministrazioni comunali coinvolte ha lanciato e che in Enel Green Power si guardano bene dal commentare. Sta di fatto che questi dati sono reali e stanno per piombare sulla testa dei lavoratori delle aziende che operano con Enel da anni.
Non è escluso che si tratti anche del tentativo da parte della società e dei Comuni di far capire alla Regione che, in questa delicata materia con numerosi comitati sorti per contrastare i progetti di ricerca geotermica a bassa e media entalpia (mentre Enel porta avanti quella ad alta entalpia) , servirebbe maggiore chiarezza e la presa di posizione diversa.
Ma il problema resta. Enel Green Power occupa 1. 844 persone, di cui 740 dipendenti diretti e il resto lavoratori che operano per ditte appaltatrici. Secondo alcune stime sarebbero a rischio 500 posti di lavoro se la prospettiva della riduzione di investimenti dovesse essere confermata e se dovesse materializzarsi. Di sicuro, la discesa verticale dei soldi ricaduti sui territori geotermici è rappresentata dai 213 milioni del 2016 che dovrebbero ridursi a 154 quest’anno e a una cifra compresa tra 60 e 70 milioni per il 2018. Alle ditte locali va una fetta di questo denaro che diventerà irrisorsia l’anno prossimo, quando ci dovrebbero essere i soldi solo per le manutenzioni e poco altro.
Il problema si dovrebbe ripercuotere anche per le assunzioni dirette in Enel che, finora, sono proseguite con discreta regolarità, in base a al turn over tra pensionamenti e ingressi di giovani. Secondo quanto appreso, per esempio, dei circa 25 aspiranti a un posto fisso che avevano partecipato alla selezione nel 2016 e che dovevano entrare in azienda a giugno, saranno presi solo in sette.
Andreas Quirici
Un allarme che ancora nessuna delle amministrazioni comunali coinvolte ha lanciato e che in Enel Green Power si guardano bene dal commentare. Sta di fatto che questi dati sono reali e stanno per piombare sulla testa dei lavoratori delle aziende che operano con Enel da anni.
Non è escluso che si tratti anche del tentativo da parte della società e dei Comuni di far capire alla Regione che, in questa delicata materia con numerosi comitati sorti per contrastare i progetti di ricerca geotermica a bassa e media entalpia (mentre Enel porta avanti quella ad alta entalpia) , servirebbe maggiore chiarezza e la presa di posizione diversa.
Ma il problema resta. Enel Green Power occupa 1. 844 persone, di cui 740 dipendenti diretti e il resto lavoratori che operano per ditte appaltatrici. Secondo alcune stime sarebbero a rischio 500 posti di lavoro se la prospettiva della riduzione di investimenti dovesse essere confermata e se dovesse materializzarsi. Di sicuro, la discesa verticale dei soldi ricaduti sui territori geotermici è rappresentata dai 213 milioni del 2016 che dovrebbero ridursi a 154 quest’anno e a una cifra compresa tra 60 e 70 milioni per il 2018. Alle ditte locali va una fetta di questo denaro che diventerà irrisorsia l’anno prossimo, quando ci dovrebbero essere i soldi solo per le manutenzioni e poco altro.
Il problema si dovrebbe ripercuotere anche per le assunzioni dirette in Enel che, finora, sono proseguite con discreta regolarità, in base a al turn over tra pensionamenti e ingressi di giovani. Secondo quanto appreso, per esempio, dei circa 25 aspiranti a un posto fisso che avevano partecipato alla selezione nel 2016 e che dovevano entrare in azienda a giugno, saranno presi solo in sette.
Andreas Quirici
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