«Chi ruba nei negozi sa che riuscirà a farla franca»
PONTEDERA. Entrano nei negozi del centro e in pochi minuti rubano oggetti di qualsiasi tipo. Magliette, pantaloni e accessori abilmente nascosti negli zaini, o direttamente indossati sotto al...
PONTEDERA. Entrano nei negozi del centro e in pochi minuti rubano oggetti di qualsiasi tipo. Magliette, pantaloni e accessori abilmente nascosti negli zaini, o direttamente indossati sotto al giubbotto, una volta liberati dalla placca di plastica antitaccheggio. Sono giovani, italiani e stranieri, nella maggior parte dei cosi minorenni.
Sull'edizione di ieri abbiamo pubblicato la denuncia di due responsabili di altrettante attività di corso Matteotti: Cristina Campinotti, di Tally Weijl, e Andrea Cangiamila, del negozio di articoli sportivi AW Lab. Entrambi hanno avuto a che fare più volte coi baby ladri, che una volta scoperti, a volte, rispondono con la violenza: minaccie, insulti e spintoni. Una scia di episodi che va avanti da tempo in centro. Difficile stabilire dove finisce il bullismo e dove inizia la criminalità. Di certo c'è che i negozianti pontederesi sono esasperati.
Sulla questione ora interviene il vicesindaco, e assessore allo sviluppo commerciale, Angela Pirri: «Questi episodi testimoniano il fallimento della società. I ragazzini di oggi non hanno senso civico, non comprendono la gravità delle loro azioni». Pirri, poi, spiega perché, secondo lei, le colpe sono da distribuire su più fronti: «Prima di tutto i genitori, che evidentemente dovrebbero educare diversamente i figli. Rubare è un reato, non un gioco. E i ragazzi devono averlo bene in mente. Ma anche le scuole hanno la loro responsabilità, così come l'abbiamo noi amministratori. Dobbiamo invertire tutti la rotta, e sensibilizzare di più e in maniera migliore le nuove generazioni».
Luca Sardelli, appena confermato alla presidenza di Confesercenti Valdera, invece, mette sotto la lente d'ingrandimento il tema della certezza della pena:«I ragazzini rubano perché sanno che la passano liscia. L'altra sera un gruppetto di minorenni sono entrati nel mio locale e dopo aver loro spiegato che non posso somministrare alcolici ai minori hanno ordinato altro e se ne sono andati senza pagare. In passato mi è stato rubato il cellulare dal bancone, il ladro è stato trovato ma non ha pagato in nessun modo. Se chiudessi un cliente dentro al locale perché intenzionato ad uscire senza pagare, rischierei la denuncia per sequestro di persona. Fino a che non cambierà la legge - conclude Sardelli - i furti in negozi e attività non finiranno».
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google