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Pontedera, calano del trenta per cento le presenze allo stadio

Pontedera, calano del trenta per cento le presenze allo stadio

Avviato un progetto nelle scuole per fermare l’emorragia Sabato alle 18 aperitivo organizzato dagli Ultras in via Veneto

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PONTEDERA. Mercoledì scorso gli studenti della scuola media Gandhi si sono allenati insieme a tre calciatori e ad alcuni membri dello staff tecnico della prima squadra. Dirigenti, allenatori e collaboratori del settore giovanile invitano ogni settimana i baby giocatori a sedersi sugli spalti del Mannucci per supportare i colleghi più grandi. E poi ci sono le iniziative degli Ultras Granata Pontedera, sempre a fianco della squadra. Gli stimoli, dunque, vengono inviati da più fronti. Ma i risultati, almeno per il momento, non si vedono. Anzi, a vedere il Pontedera nelle partite casalinghe ci sono sempre meno persone. Perché se la tifoseria organizzata è rimasta compatta e numerosa, e ha anche aperto una sede ufficiale, in via Veneto, che i tifosi possono utilizzare come punto di riferimento per informazioni sull'acquisto dei biglietti e sulle trasferte, sono sempre meno le famiglie e i giovani al seguito dei granata. Il calo del tifo attorno alla squadra della città è uno dei temi che abbiamo affrontato martedì al bar Baldini Stadio, nell'ambito del Caffè Granata, iniziativa che Il Tirreno ha organizzato a favore degli sportivi pontederesi.

I numeri. Nel campionato 2013/14 il Pontedera ha chiuso la stagione con una media 951 spettatori nelle partite di casa. Nella stagione 2014/2015, il dato si è abbassato a 815. Nel campionato scorso, il crollo: 631 persone di media a seguire la squadra allenata da Paolo Indiani nelle partite in casa. Un calo del 30% in tre anni. Ma perché la gente non va più allo stadio? Lo abbiamo chiesto ai tifosi, e non solo, presenti al Caffè Granata. «Fatico a trovare una motivazione precisa, penso solo alla gara contro la Nocerina di tre anni fa. C'erano quasi duemila persone allo stadio, ed era lunedì sera», racconta Piero Cacioppo, tifoso granata da quasi mezzo secolo, che prosegue: «Probabilmente anche l'andamento altalenante della squadra in campionato, in questa stagione, ha influito sul calo degli spettatori, ma non è l'unica causa».

Le iniziative. Si chiama "Il calcio e le ore di lezione" ed è un progetto che il Pontedera sta portando avanti con le scuole cittadine. In particolare con l'istituto Gandhi. I ragazzi della 3C sono stati ospitati al Mannucci, dove hanno svolto un allenamento guidato dal viceallenatore dei granata, Ivan Maraia, e dal preparatore atletico Fabio Ristori. Insieme agli studenti c'erano anche i calciatori Gianclaudio Lori, Riccardo Massa e Giacomo Calò. Un modo per avvicinare i giovani alla squadra, nella speranza di vederli sugli spalti, in un futuro non troppo lontano. Inoltre, i calciatori del Pontedera più volte negli ultimi mesi hanno fatto "irruzione" durante gli allenamenti dei bambini delle giovanili: foto, qualche palleggio insieme e un messaggio: "Venite allo stadio, abbiamo bisogno di voi".

Gli ultras. Sempre presenti. In casa e in trasferta. Si impegnano, inoltre, a studiare eventi in grado di accendere i riflettori sulla passione granata. Sono gli Ugp, cuore pulsante del tifo cittadino. Anche loro da tempo lavorano per ravvivare l'amore della città nei confronti della squadra. Nella loro sede hanno organizzato appuntamenti per avvicinare i giovani e raccontare loro la lunga storia del tifo pontederese. Sabato, prima della gara contro il Prato (20,30), a partire dalle 18 gli Ultras Granata Pontedera organizzano un aperitivo nel loro punto di ritrovo, al civico 109 di via Veneto. Un clima di festa prepartita in pieno stile inglese, con tanto di corteo tutti insieme verso lo stadio. «Gli ultras sono fondamentali per il calcio», spiega Piergiorgio Pini, ex giocatore e detentore del record assoluto di presenze con la maglia del Pontedera (334), intervenuto anche lui al Caffè Granata, che conclude con la sua ricetta per ripopolare: «Negli anni Ottanta c'era un club di tifosi per ogni quartiere della città, l'amore per il Pontedera si avvertiva chiaramente. La gente deve tornare a sentire la squadra come un tesoro da difendere».

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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