Inchiesta sulle tangenti: prosciolto un geometra
La vicenda al centro delle indagini della Procura si è sgonfiata in Tribunale Non luogo a procedere per Tani. Restivo a processo per millantato credito
CASCINA. La storia delle presunte tangenti pagate a dipendenti del Comune di Cascina per non fare emergere presunti abusi edilizi si è sgonfiata una volta che è arrivata in tribunale.
Ieri mattina, infatti, a Pisa, si è svolta l'udienza preliminare per fare luce su un presunto giro di tangenti pagate a dirigenti comunali di Cascina (mai identificati nel corso delle indagini disposte dalla Procura ed effettuate dalla guardia di finanza) per coprire abusi edilizi commessi sul territorio cascinese.
Nel caso specifico il geometra e una vigilessa (già uscita dalle indagini) erano stati indagati per concussione in quanto si riteneva che avessero “nascosto” agli atti un edificio costruito senza le necessarie autorizzazioni. In quell’occasione, secondo l’accusa, il geometra Gaetano Restivo, 50enne di Cascina, si era fatto consegnare da un cliente una prima tangente (oggi il geometra dice che quello era un acconto) che doveva servire a non far rilevare l’abuso edilizio. Ed è questo l’unico caso in cui sono stati individuati, ma le accuse non sono state provate, i presunti dipendenti comunali con i quali Restivo diceva di “collaborare” anche se loro fin dall’inizio hanno sempre respinto ogni accusa.
Il gup Eugenia Mirani ha emesso la sentenza di non luogo a procedere per il geometra Piero Tani. Ma era stato lo stesso pubblico ministero Giovanni Porpora a chiederne di fatto l'assoluzione. Dalle indagini non sono emersi elementi di prova tali da dimostrare che il geometra comunale dal 2008 in poi avesse preso tangenti per "congelare" pratiche e sanzioni contro le costruzioni fuorilegge. Decadono così per lui tutte le accuse, soprattutto quella di concussione.
Rinviato a giudizio, invece, Gaetano Restivo. Ma anche nei suoi confronti resta in piedi solo l'accusa di millantato credito. In pratica, nel marzo 2013, durante un sopralluogo, fece credere a un suo cliente, che poi aveva denunciato tutto alla guardia di finanza, di avere agganci con Tani e potersi attivare con lui per fargli chiudere un occhio sulla casa in legno di 90 meri quadrati costruita in via vicinale dei Molini. L'edificio era stato tirato su senza autorizzazioni, e Restivo si fece consegnare 19mila euro col pretesto di dover comprare i favori del tecnico affinché "non vedesse" l'abuso e quindi non denunciasse.
Una storia che era apparsa strana fin dall’inizio e che ha condizionato il rapporto di lavoro tra Tani e il Comune. Si sosteneva infatti che Restivo avesse consigliato al cliente di coprire l’edificio con balle di paglia e che per questo l’abuso fosse sfuggito al controllo.
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