Il Tirreno

Pontedera

Degrado in zona stazione, i cittadini: "Più forze di polizia"

Un momento del Caffè Tirreno al bar Marianelli, a Pontedera (foto Franco Silvi)
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Un momento del Caffè Tirreno al bar Marianelli, a Pontedera (foto Franco Silvi)

Il Caffè Tirreno debutta a Pontedera, al bar Marianelli. Il barista: "La sera risse". Seydina, senegalese, lavora in stazione: "Chi sta qui senza far nulla può creare problemi"

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PONTEDERA. "Da quando c'è l'Esercito la situazione è migliorata, ma fuori dalla stazione di Pontedera ci vorrebbe un'unità mobile della polizia. Soprattutto la sera dopo cena, quando noi siamo chiusi, ma mi dicono che un po' di risse ci sono". Alessandro Marianelli, titolare dell'omonimo bar a pochi passi dalla stazione ferroviaria, ha le idee chiare: "La situazione non è pericolosa come in altre realtà - dice - ma qualcosa va fatto".

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Il Caffè Tirreno - la nostra iniziativa per incontrare i cittadini e raccontare attraverso le loro parole i quartieri di Pontedera - ha debuttato dalle 10 di lunedì 13 marzo nella zona della stazione ferroviaria, al bar Marianelli di via Dante. Diverse le problematiche segnalate dai cittadini, per altro già conosciute: degrado e la mancanza di integrazione con una parte degli extracomunitari che popolano la zona.

"È un quartiere di tensione. Ci sono sempre problemi e non si sa come risolverli - spiega Mamadou Job, immigrato africano ormai di casa in città -  ma pericolosità non c'è. Siamo qui da 15 anni, ma non abbiamo mai visto cose pericolose". Seydina Niane, 40 anni e dipendente di una cooperativa di pulizie, attacca i connazionali "che non rispettano le regole". "Le persone non devono venire in Italia per non far nulla - afferma - ma per lavorare. Devono comportarsi come gli italiani, non rompere le scatole. Se vuoi prendere in giro qualcuno, torna da dove sei venuti. Qui il problema è questo, è inutile girarci intorno".

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Seydina è a Pontedera dal 2000, da ormai 17 anni. "Pago 600 euro di affitto più il condominio - dice - e nessuno mi aiuta. Mia moglie non lavora e per arrivare a fine mese faccio anche altro, ovviamente tutto in regola. Per migliorare le cose bisogna pensare al futuro, io penso al futuro e qui ho la mia famiglia".

Ma c'è anche chi non è potuto essere presente e ci ha voluto scrivere, come Monica Barsottini. "Ricorrono le discariche abusive nei punti di raccolta di Igenio o in altre zone del quartiere. Ci sono punti dove sistematicamente nei giorni di festa - spiega Barsottini - c'è accumulo di sacchi. È vero che dopo la segnalazione vengono rimossi, ma è un segno di inciviltà e maleducazione che preoccupa".

Il secondo problema evidenziato dalla signora è il nodo stazione-Coop. "Partecipo ben volentieri con spirito di cittadinanza a tutte le iniziative che si tengono in questa zona, specie quelle per i bambini per riappropriarci di un parco giochi che ormai è nelle mani dello spaccio e dello sbando - spiega - e ho provato a fare una proposta che in altri contesti ha aiutato. Basterebbe una postazione mobile, anche una casetta di legno con animazione almeno tre volte alla settimana per ripopolare il parco con famiglie".

 

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