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Chiude Emilio, lo storico barbiere di Fuori del Ponte

Tommaso Silvi
Emilio Rossi e la moglie
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Emilio Rossi e la moglie

Pontedera, dopo più di 40 anni va in pensione e cerca un successore: «Se lo trovo, lo presenterò a tutto il quartiere e l’aiuterò»

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PONTEDERA. Ogni cassetto che si apre è un pezzo di cuore che se ne va. Riposto in una scatola di cartone. Forse per sempre. Di sicuro sradicato dal suo habitat naturale. Soffitto basso, arredamento anni Ottanta e spazi ridotti. Si sente l'odore fresco del dopobarba. Il cartello affisso sulla porta d'ingresso, però, parla chiaro. A fine mese, il quartiere di Fuori del Ponte, anima popolare della città, perderà uno dei suoi luoghi più densi di storia. Dopo più di mezzo secolo. Perché Emilio e Sonia, oltre a essere marito e moglie, sono il simbolo di una parte di Pontedera in cui il tempo sembra essersi fermato. Abitazioni segnate dal tempo, persone e personaggi conosciuti e ben voluti da tutti. E un barbiere: "Emilio e Sonia". La decisione di calare definitivamente la saracinesca girava nella testa dei coniugi Rossi da diverso tempo: una scelta dolorosa, che i due hanno provato a rendere meno amara cercando un successore. Tentativo che per ora non ha dato frutti.

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«Da un anno sono alla ricerca di qualcuno che rilevi l'attività. Sono disposto a cedere tutto in maniera gratuita - spiega Emilio Rossi - facendo pagare all'eventuale nuovo barbiere soltanto i costi legati alla burocrazia per il cambio di gestione. Qualche offerta è arrivata, ma serve la qualifica per svolgere questo mestiere e in molti non ce l'hanno perché imparano lavorando a nero».

Nell'aprile del 1961 Albano, zio di Emilio, aprì la bottega in via Italia. All'epoca il disegno urbano della città era diverso rispetto a quello attuale: scendendo dal Ponte Napoleonico, in direzione del quartiere Fuori del Ponte, si arrivava praticamente di fronte al barbiere. Albano ed Emilio sono stati soci dal 1972 al 2005, poi è subentrata Sonia.

«Ci sono uomini di trent'anni che il primo taglio di capelli della loro vita se lo sono fatti qui dentro», racconta Rossi, mentre guarda con malinconia una delle sue poltrone rosse acquistate nel 1983. «E vi dirò di più: se qualcuno prendesse il mio posto, per almeno un paio di mesi aprirei insieme a lui e gli darei una mano, oltre a presentarlo a tutto il quartiere».

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Gli occhi di Emilio si bagnano mentre racconta del suo appello caduto nel vuoto. Per diventare barbiere, oggi, servono tre anni di scuola specializzata oppure altrettanti da dipendente. «Qui la gente viene anche per confidarsi, per passare qualche ora in compagnia. Ci sono persone che entrano, mi salutano e se ne vanno. Lo fanno da anni, e il pensiero di fargli trovare chiuso mi rattrista. Avrei voluto fargli un ultimo regalo - racconta il barbiere di Fuori del Ponte - ma probabilmente non ci riuscirò. Non resta che sperare in un miracolo». E se nessuno lo contatterà per prendere il suo posto, Emilio è pronto a dedicarsi ai suoi hobby: «Sono amante di astronomia, faccio parte dell'osservatorio astronomico nel comune di Peccioli. E poi adoro pescare. Il giorno al mare, la sera in collina a osservare le stelle». Ed è a questo punto che interviene la moglie Sonia: «Non pensare che una volta chiuso il negozio potrai fare cosa ti pare, andrai in pensione, ma ci andrò anche io. E non voglio stare tutto il giorno in casa».
 

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