Il Tirreno

Pontedera

«I primi danneggiati dagli ubriachi siamo noi»

di Sabrina Chiellini
«I primi danneggiati dagli ubriachi siamo noi»

Parla il titolare del bar Ilenia a cui il sindaco ha limitato la vendita di alcolici La decisione dopo la rissa fra stranieri scoppiata giovedì sera in piazza Belfiore

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PONTEDERA. Il giorno dopo l’ordinanza che vieta i bivacchi in piazza Andrea da Pontedera e limita al bar Ylenia, dove c’è la maggior concentrazione di stranieri che passano l’intera giornata lungo via Primo Maggio, l’orario per la vendita di alcolici e superalcolici, il titolare dell’attività commerciale si dice pronto a fare la sua parte per migliorare le condizioni della sicurezza di questo quartiere.

«Non siamo solo noi a vendere alcolici – dice il commerciante Ye Shengjie, cinese che ha acquistato il bar da circa sei anni - alcuni clienti arrivano già ubriachi, hanno acquistato gli alcolici nei supermercati. Da noi comprano soprattutto bottiglie di birra. La situazione è peggiorata solo negli ultimi mesi e anche per noi a volte è complicato gestire alcuni clienti».

Il riferimento è un gruppo di marocchini che sono stati protagonisti della rissa di alcuni giorni fa e di altri fatti di cronaca. Uno dei tre stranieri bloccati dalle forze di polizia a metà settimana è lo stesso giovane che qualche tempo fa aveva fatto ubriacare una minorenne per poi rapinarla del telefono. Comportamento che aveva innescato la reazione dei familiari della giovane, entrati nel bar Ilenia a cercare quel giovane per poi “spiegargli” con le mani che doveva stare alla larga dalla giovane. L’uomo che fino alle 20 è rimasto a urlare sotto la statua di Andrea da Pontedera era poco prima entrato nel bar Ylenia, aveva preso un caffè non lo aveva pagato ma aveva rotto un bicchiere.

«Prenderemo contatti con i commercianti della strada – dice il barista – per andare anche noi dal sindaco, pronti a fare la nostra parte. Il problema è di tutti, anche nostro che vogliamo continuare a lavorare senza avere troppi problemi».

Dopo gli ultimi episodi è infatti molto probabile che l’attività commerciale rischi di dover chiudere anche se per un periodo determinato.

I residenti cominciano ad essere stanchi dei continui litigi che avvengono sulla piazza Belfiore, a due passi dal bar di via Primo Maggio.

«Ci può fare soltanto piacere se c’è unità di intenti da parte dei commercianti per risolvere il problema e dare a questo tratto di via Primo Maggio un’attenzione diversa da quella che ha ricevuto finora», dice Giovanni Nuti, del negozio di abbigliamento Enzo, e rappresentante di Confcommercio Valdera.

La situazione non sfugge agli amministratori comunali, tanto che il sindaco, Simone Millozzi, ha deciso di intervenire subito con un’ordinanza mirata, con l’obiettivo di limitare il degrado urbano.

Nei prossimi giorni, dunque, i commercianti rinnoveranno l’invito al sindaco ad organizzare un incontro per cercare una soluzione ai problemi del quartiere. Dalle dichiarazioni recenti si intuisce che non è tanto la polemica a spingere i commercianti quanto la necessità di trovare una soluzione che possa servire a tutti, a cominciare dai residenti.

Intanto la notizia della guardia giurata, che entra in servizio nel pomeriggio, nel negozio City Conad di via Primo Maggio, è stata accolta positivamente da clienti e residenti.

«Fa bene sapere che puoi contare su qualcuno che controlla se ci sono ladri o persone poco perbene – dice Grazia, pensionata di 82 anni – In questa strada stanno arrivando i problemi che già ci sono nel quartiere della stazione ferroviaria, soprattutto lo spaccio».

«Abito in via Primo Maggio da molti anni – dice Michela Lupi – sinceramente negli ultimi tempi la situazione è cambiata ed è peggiorata dal punto di vista della sicurezza. Siamo ancora in centro ma durante la notte, a guardarsi intorno, viene da avere un certo timore».

Il punto da risolvere è quelle dei gruppi che si ritrovano in piazza Belfiore, spesso schierati su parti opposte, che creano difficoltà - come è scritto anche nell’ordinanza del sindaco - legate alla libera fruizione degli spazi pubblici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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