Il presidio
Le sorelle Puggioni conquistano l’Europa a suon di... biscotti
L’intuizione nacque da un viaggio di Giovanna a Londra Oggi Fattoria Casanova è una realtà affermata
SAN MINIATO. Ci sono turisti stranieri che arrivano con l'etichetta tra le mani. Impostano l'indirizzo sul navigatore e si infilano in via Palagetto a La Scala, percorrendo la strada fin quando non riconoscono quella casa colonica stampata tale e quale sulle confezioni. Vogliono conoscere, vogliono vedere di persona il luogo dove nascono i biscotti che amano tanto. Un angolo di artigianalità toscana che ai loro occhi quasi non sembra vero.
«Sono soprattutto tedeschi. Si presentano dicendo di aver assaggiato i nostri biscotti e ci chiedono di poterci fotografare mentre lavoriamo». È da lì, infatti, da quel piccolo laboratorio in mezzo alle campagne di San Miniato che nascono i dolci capaci di stregare mezza Europa. Sono quelli della Fattoria Casanova, la biscotteria artigianale delle sorelle Puggioni: Niccolina, Giovanna e Serena, con il sostegno non secondario di mamma Rosaria. Una storia tutta al femminile che, con i suoi 15 anni di vita, rappresenta uno degli esempi più riusciti d'imprenditoria rosa.
«Essendo in una dimensione familiare forse abbiamo trovato un equilibrio, anche se all'inizio non è stato facile», racconta Giovanna, che per prima lanciò l'idea di mettersi a produrre biscotti per gli stranieri. Un passaggio dal salato al dolce, in realtà, visto che le sorelle Puggioni hanno rifornito di merende intere generazioni di studenti nelle scuole di San Miniato.
«Lavoravamo tanto - ricorda Giovanna - ma ci restavano alcuni mesi di inattività che volevamo riempire».
L'intuizione arrivò durante un viaggio a Londra, quando mamma Rosaria mandò dei cantuccini alla figlia Giovanna che dormiva in un ostello per studenti. Quei dolci alle mandorle piacquero davvero tante alle compagne di stanza, soprattutto ad una ragazza giapponese.
«Qualche mese dopo mi scrisse una mail - ricorda Giovanna - dicendomi di aver cercato quei biscotti per tutto il Giappone senza riuscire a trovarli». Da qui l'ispirazione: «Per prima cosa andammo ad una fiera a Colonia - spiega Niccolina - dove trovammo i primi clienti che abbiamo ancora oggi».
Nel giro di pochi mesi la produzione passò dai cantuccini ai vari dolci stagionali, seguendo sempre ricette classiche e dal sapore autentico. Il tutto con l'uso di pochi ingredienti ma di qualità, senza coloranti né conservanti. Così, dopo i centri commerciali e i rivenditori tedeschi, la Fattoria Casanova ha messo piede anche in altri paesi del Nord Europa, facendosi conoscere in Italia soprattutto attraverso la Coop, con cui di recente ha lanciato anche una linea bio-vegana. Da tre anni, infine, i biscotti prodotti a La Scala sono approdati nei punti vendita Eataly.
«Il fatto di essere piccoli - afferma Niccolina - ci permette di andare incontro alle singole richieste dei clienti». La squadra del resto è ben collaudata, anche se l'affiatamento e la passione da sole non possono bastare. «Quando sei piccolo non è semplice - dice Giovanna - e all'inizio anche noi abbiamo avuto le nostre cadute da superare. Allora capisci che ti devi svegliare».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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