Ex imprenditore apre ristorante gestito da disabili
Pontedera: il locale sarà attivo a giugno in via XX Settembre, vi lavoreranno una quindicina di persone
PONTEDERA. Nel novembre 2015 ha scelto di svestire i panni dell'imprenditore per dedicarsi a progetti di inclusione a favore dei disabili. Marco Casalini ha venduto la sua azienda, nella zona industriale di Gello, specializzata nella produzione di componenti elettronici per macchine a controllo numerico, e ha cominciato a dare anima a strutture disabitate. Trasformandole in laboratori di integrazione e socializzazione. Dopo aver recuperato un rudere nel Comune di Palaia, convertendolo in un agriturismo gestito da ragazzi disabili, Casalini ha ristrutturato un appartamento a Pontedera per permettere loro di convivere per brevi periodi ed educarli alla piena autonomia nella vita di tutti i giorni. Ora un'altra scommessa. A giugno, a Pontedera, l'ex numero uno della Elcon inaugurerà un ristorante completamente gestito da persone con disabilità.
Il progetto. Il locale sorgerà all'angolo tra via XX Settembre e via San Faustino, in pieno centro. «Sarà a pochi metri dalla casa che ogni settimana ospita i ragazzi, in modo che loro possano lavorare e, al termine della serata, ritirarsi in assoluta tranquillità. Così facendo - spiega Casalini - svolgeranno in tutto e per tutto una vita normale, fatta di impegni e tempo libero». Il ristorante sarà diviso in due parti: il piano terra, dove verranno posizionati i tavoli per i clienti, circa 35 posti a sedere, e uno spazio, ricavato grazie a un soppalco, destinato al personale. Il fondo dove nascerà l'attività è stato acquistato e ridisegnato da Casalini, che complessivamente investirà circa 100mila euro, e che ora attende i permessi necessari per proseguire con i lavori. «Diciamo che lo scheletro è stato completato. Ci sono gli impianti per luce e riscaldamento, mancano il pavimento, la cucina e l'arredamento. Acquisterò anche degli stalli fuori dalla struttura, per apparecchiare all'aperto nei mesi estivi. Entro giugno dovremmo farcela, sperando che la burocrazia non ci costringa ad allungare i tempi», prosegue Casalini, che poi pone l'attenzione su una delle finalità del progetto: «Far lavorare i disabili in un ristorante vuol dire anche garantire loro uno stipendio. È un aspetto importante, perché occuparli in attività di volontariato è giusto ed è bello, ma garantire loro un'entrata mensile, seppur modesta, li aiuta a sentirsi realizzati, a sentirsi cittadini del mondo».
Il personale. All'interno del ristorante lavoreranno quattordici disabili e una persona addetta alla preparazione dei piatti. «L'appartamento di via Verdi ospita a rotazione quattordici ragazzi, suddivisi in due turni da sette. Useremo lo stesso metodo anche per il ristorante. Sono alla ricerca di una cuoca - racconta l'ormai ex imprenditore - che dovrà essere esperta e preparata. Nel locale si dovrà mangiare bene, perché se le gente rimane soddisfatta torna, altrimenti cambia». Una vita da capo d'azienda ha insegnato a Casalini che il successo arriva quando ci sono organizzazione e cura dei particolari. E infatti è già allo studio il menù da presentare ai clienti: «Ne parleremo meglio in seguito, ma l'idea è specializzarci nella cucina toscana. Nei sapori di casa nostra».
La collaborazione. L'idea di Marco Casalini è stata accolta con entusiasmo dai ragazzi coinvolti e dalle loro famiglie. Il ristorante sarà gestito dalla fondazione Il Gabbiano Blu, presieduta proprio da Casalini, che sta cercando di instaurare una collaborazione con enti impegnati nel sociale. «C'è bisogno del supporto di più realtà, sto cercando di capire chi potrebbe darci una mano. Intanto ringrazio la Società della Salute e il Comune che stanno sostenendo il progetto. Sarà il primo locale della città gestito interamente da ragazzi disabili. Non vedo l'ora di terminare i lavori, spero che non ci siano intoppi. I ragazzi - conclude Casalini - hanno bisogno di un luogo che li faccia sentire attivi. Il ristorante rappresenta un sistema di inclusione davvero importante».
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