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Lajatico, la nuova vita delle Officine Bocelli
Si inaugura la corte del gusto con la Casa Museo del tenore: "Questo è il luogo del cuore, dove i miei genitori hanno lavorato fianco a fianco una vita"
LAJATICO. «Questo è il luogo del cuore, dove i miei genitori hanno lavorato fianco a fianco una vita. Era giusto farlo rinascere, rendendolo ancora una volta interprete del territorio». Dopo il “Teatro del Silenzio”, il concerto che ogni anno porta migliaia di spettatori da tutto il mondo nella piccola Lajatico, Andrea Bocelli e la sua famiglia danno nuova vita alle Officine Bocelli, a La Sterza, lungo la strada che porta a Volterra. Nell’ex officina meccanica, dunque, niente più trattori o tosaerba ma pasta, grappa, panini, griglia e cibo del territorio.
Ecco un altro tassello del progetto che fa di Lajatico e dell’Alta Valdera una terra sempre più legata alla grande musica e al tenore che su queste colline è nato. Il “nuovo” luogo del cuore a cui Andrea Bocelli fa riferimento sono le “Officine Bocelli” che cominciano un’altra vita. Uno spazio multifunzionale: caffè, ristorante, braceria, enoteca, casual&local gourmet food, dove per locale si intendono i migliori prodotti della gastrononia del territorio, oltre al vino prodotto nell’azienda agricola di famiglia, sempre sulle stelle colline. Tutto tra queste mura parla dei Bocelli, a partire dalle fotografie alle pareti che li ritraggono in situazioni familiari e sulla scena. “Officine Bocelli”, che sabato 11 marzo alle 18 sarà inaugurato in via Volterrana 10, è stato progettato dallo Studio Associato Bocelli ArchitetturAmbiente, con la direzione artistica dell’architetto Alberto Bartalini, ideatore insieme ad Andrea e Alberto Bocelli, di quello che all’inizio a molti era sembrato un’utopia, un teatro all’aperto, pensato per accendersi una volta all’anno. Invece è diventato un appuntamento seguito in tutto il mondo. Oltre alla Food Court c’è spazio per un museo dedicato al tenore che il successo non ha allontanato dalla sua terra.
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«È uno spazio articolato per questa ultima "veste": l’11 marzo c’è il taglio del nastro per le attività di Food Court e Casa Bocelli museum, ma in futuro ci saranno anche un auditorium da 500 posti circa, una galleria d'arte e una scuola di formazione (per canto lirico e arti sceniche). Casa Bocelli museum è uno spazio documentativo, dove si "racconta" Andrea Bocelli, la sua famiglia e la sua carriera e dove sarà possibile anche incontrarlo. Potrà capitare infatti che Bocelli, durante i periodi che trascorre a Lajatico, si fermi a “Casa Bocelli” dove sa che trova un pianoforte a sua disposizione e dove in qualsiasi momento può decidere di cantare per amici e visitatori. Magari insieme al figlio Matteo, come è successo in occasione della cena esclusiva di anteprima organizzata nel nuovo locale per circa 40 persone, a cominciare dalla famiglia di Andrea con la moglie Veronica Berti, i figli Amos, Virginia e Matteo (che non solo ha cantato con il padre ma si è anche divertito alle prese con il grande barbecue), la madre Edi Aringhieri, il fratello Alberto e la moglie Cinzia con i figli Alessio, Rachele e Maddalena, per arrivare al sindaco, Alessio Barbafieri, al presidente della Banca Popolare di Lajatico Nicola Luigi Giorgi con il Direttore generale Daniele Salvadori, e numerosi amici di famiglia.
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Per la famiglia Bocelli, che ha origini contadine, è anche un modo per ricordare le proprie radici. Nel diciottesimo secolo i Bocelli furono mezzadri presso la fattoria di Spedaletto (tra Lajatico e Volterra), proprietà dei principi Corsini. Il 21 marzo 1831, dando fondo ai propri risparmi, Gaspero Bocelli si affranca da colono e diventa piccolo proprietario terriero, acquistando il Podere Poggioncino, dove oggi il tenore accoglie gli ospiti la sera del concerto del Teatro del Silenzio. Il nome dei primogeniti di casa Bocelli, da sette generazioni, comincia con la lettera “A”. Come Anselmo, figlio di Gaspero, colui che, il 12 gennaio 1867, per il prezzo di lire 4.704, compra due ettari di terra con fabbricati (uno dei quali, già adibito ad osteria) lungo la via Volterrana; come il trisnonno Antonio, come suo figlio Anselmo, come il nonno Alcide, perito elettromeccanico, inventore; come Alessandro, che oltre al figlio maggiore, Andrea (1958), destina la prima lettera dell’alfabeto anche ad Alberto (1961). E la tradizione prosegue: con Amos, il maggiore di Andrea, con Alessio, il maggiore di Alberto. Alcide inventa le applicazioni del motore a scoppio per alcuni utensili in agricoltura. Quel particolare talento gli salva la vita, perché grazie alle proprie capacità, anziché al fronte, in tempo di guerra è destinato alle officine dell’aeronautica, a riparare velivoli. Nonno Alcide mette a frutto il proprio ingegno convertendo l’attività paterna in un commercio di macchine agricole sempre più fiorente. Macchine che acquista e trasforma, o costruisce ex novo.
Nasce così l’attività delle “Officine Bocelli” che, insieme a quella agricola, darà da vivere alla famiglia fino agli anni ’80, fino a quanto viene ceduta agli operai che vi lavoravano. La storia si ripete: negli ambienti delle ex officine meccaniche Bocelli, negli spazi che la famiglia acquistò nel 1867 (precedentemente adibiti ad osteria) ed in cui vennero avviate le attività di falegnameria, poi di meccanica e di commercio, è nato oggi uno spazio polifunzionale che celebra, a trecentosessanta gradi, dall’arte all’enogastronomia, quella civiltà contadina di cui Andrea Bocelli è figlio e in cui si riconosce. I locali adibiti ad area espositiva, al piano superiore, per oltre mezzo secolo – e per quattro generazioni – sono stati proprio la Casa dei Bocelli: luogo di residenza della famiglia fino al 1919. Un luogo del cuore e da visitare. E come ama dire Bocelli.
«Ho viaggiato in tutto il mondo, ho conosciuto gente, ho fatto esperienze d’ogni genere, eppure più vado lontano, più sento il bisogno di ritornare, là dove la vita mi sembra più semplice e più bella, sotto il cielo della Toscana: qui, dove sono nato e cresciuto in mezzo alla natura, tra i suoni e i profumi dell’aperta campagna».
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