Il Tirreno

Pontedera

Gli animalisti sterilizzano il gatto per errore

Intervento su un felino creduto un randagio dall’associazione Gavol, che opera per il Comune

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VOLTERRA. Guai per il programma di sterilizzazione dei gatti randagi che il Comune di Volterra ha affidato ai volontari dell’associazione animalista Gavol. Tra i tanti mici senza padrone catturati con apposite gabbie e castrati, sono stati presi e sottoposti al solito trattamento anche alcuni gatti che, invece, una famiglia ce l’hanno. Un cittadino, infatti, ha presentato un esposto al commissariato chiedendo di chiarire i sistemi con cui viene messa in pratica questa attività.

Un problema, quello dei gatti randagi a Volterra, che si ripresenta di anno in anno da primavera all’estate. Ed è in questi mesi che la Gavol si mette in moto per prevenire il fenomeno. «Il Comune non ha il personale per questo lavoro e chi ha chiesto aiuto - dice Fiammetta Logi, una delle volontarie dell’associazione - Da anni catturiamo gatti randagi per sterilizzarli. È un sistema che serve a controllare le nascite e a scongiurare la diffusione di malattie. Utilizziamo gabbie trappola in cui viene inserito il cibo e poi provvediamo alla sterilizzazione. Il tutto secondo le linee guida dell’Asl».

Per portare avanti questa attività servono persone del posto che conoscono i luoghi dove i gatti randagi vanno a mangiare solitamente, spesso alimentati da famiglie residenti in una certa area. Come in borso San Giusto, dove negli ultimi due anni si è sviluppata una nutrita colonia di felini.

Un lavoro che, però, presenta inconvenienti. «Circa dieci giorni fa è capitato un gatto di proprietà di una famiglia - riprende la volontaria - Di questo, però, ci siamo accorti dopo la sterilizzazione, anche perché il gatto non aveva collarini. La padrona ci ha detto che aveva in programma di castrarlo». Evidentemente il fatto si è ripetuto con il gatto di un altro cittadino che ha presentato l’esposto al commissariato.

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