Il Tirreno

Pontedera

Ucciso dal treno Binari bloccati per alcune ore

Ucciso dal treno Binari bloccati per alcune ore

Centinaia di pendolari fermi nelle stazioni Attivati servizi sostitutivi con gli autobus

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PONTEDERA. Il dramma di un uomo - un commerciante ultracinquantenne di Casciana Terme - che va incontro alla morte. La mattina arriva a Pontedera con l’auto. La parcheggia vicino al sottopassaggio che collega con via Montevisi dove c’è il Tirassegno. Attraversa un canneto e arriva lungo i binari della ferrovia. Si distende sui binari e attende il passaggio del primo treno. Per lui è la fine. Per chi resta c’è spazio solo per la disperazione e mille domande che probabilmente resteranno senza risposte.

È la cronaca dell’ennesima morte sui binari vicino a Pontedera, tra l’altro avvenuta a pochi metri di distanza dal luogo dove due anni fa si era tolta la vita una studentessa di 20 anni, di Montecastello. In questo tratto è facile raggiungere i binari. Il commerciante aveva da molti anni problemi di salute che negli ultimi tempi si erano fatti sentire in maniera pressante. Questi devono essere diventati per l’uomo un peso insormontabile. Non ha retto all’angoscia e si è ucciso.

Ieri mattina, poco dopo le 9, il macchinista del treno diretto verso Livorno - il numero 3111 con circa 200 passeggeri - ha visto l’uomo, come ha raccontato poi alla polizia ferroviaria, quando era impossibile cercare di evitare l’impatto. Anche se fin dall’inizio è stato chiaro che si trattava di un suicidio, i rilievi della polizia sono andati avanti a lungo e solo dopo mezzogiorno è stata riattivata la circolazione dei treni almeno su un binario.

Nel frattempo per i pendolari è stata una mattina da dimenticare visti gli enormi problemi al traffico ferroviario dovuti al fatto che la tratta è stata chiusa su entrambi i binari. Alla stazione di Empoli ci sono stati disagi per i tanti pendolari sulla linea. Anche perché, secondo quanto scritto da molti viaggiatori sui social, i treni sono stati comunque fatti partire da Firenze per fermarsi poi in attesa del servizio sostitutivo effettuato con i bus. Ma dopo lunghe attese.

Da Empoli verso Firenze, invece, è stata allestita una corsa speciale - per i viaggiatori fermi in attesa dei convogli provenienti da Pisa e Livorno - che è partita verso il capoluogo alle 10,30.

Stessi disagi per chi era sul treno dell’investimento mortale. I passeggeri sono stati fatti scendere dal convoglio e, dopo avere percorso un tratto a piedi lungo i binari, con i pullman sono stati accompagnati a Pisa.

A Pontedera invece gli autobus messi a disposizione da Trenitalia sono arrivati dopo mezzogiorno quando ormai non servivano più.

Forti le proteste di chi è restato a piedi in piazza Unità d’Italia dove sono intervenuti sia gli agenti della polizia locale che il personale della Croce Rossa e della protezione civile per dare assistenza.

«Ci hanno lasciato a piedi senza darci una spiegazione logica – dice Elena Barcellona – Sono partita da Livorno alle 8,52. Avevo un appuntamento al consolato a Firenze e ancora (quando la incontriamo sono le 12) non so quando arriverò».

Manuela Signorini, di Ponsacco, lavora all’ospedale Santa Maria Nuova a Firenze, anche lei è rimasta alla stazione di Pontedera per ore. «Prima ci hanno fatto scendere dal treno e ci hanno detto che sarebbero arrivati i bus – spiega Francesco De Domenico, partito da Livorno per andare a Padova – poi alle 10,10 ci hanno comunicato di tornare sul treno. Ma era un falso “allarme”, i binari sono rimasti bloccati».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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