Il Tirreno

Pontedera

Ospedale, la scure dell’Asl sugli interventi complessi

Volterra sarà in rete con Livorno, Pisa e Pontedera per le operazioni di routine La Cgil: «Vogliono trasformarlo in un’unità semplice. E noi ci opponiamo»

2 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Meno interventi chirurgici difficili (e di prestigio), più operazioni di routine con pazienti provenienti da Pontedera, Pisa e Livorno. In altre parole, la trasformazione dell’ospedale di Volterra da unità complessa a semplice. Proprio quello che l’amministrazione comunale e i sindacati volevano evitare. Il disegno per la struttura sanitaria della città etrusca è stato illustrato dai vertici dell’Asl Toscana Nord Ovest in un incontro organizzato con i rappresentanti dei lavoratori a cui ha partecipato la Cgil.

L’idea di far fare agli ospedale di Pontedera, ma soprattutto di Pisa gli interventi complessi e di lasciare a Volterra quelli semplici passa attraverso la messa in rete delle sale operatorie volterrane. «Un po’ come succede per la diagnostica - dice Massimo Basilei della Cgil - E, secondo l’Asl, ha come obiettivo di aumentare il numero di pazienti. Si tratterebbe di una sorta di compensazione per la decisione di togliere a Volterra le operazioni di maggior prestigio. Per noi resta la richiesta di non far diventare il nostro ospedale una unità semplice. Deve restare di tipo complessa, ma è chiaro che la situazione è difficile, considerata l’entrata in vigore del decreto Balduzzi dal 2018, secondo cui perché un ospedale possa svolgere attività chirurgica di eccellenza, deve avere un bacino d’utenza di 80mila persone. In Valdicecina ce ne sono 20mila e i numeri, secondo l’Asl, non consentono di mantenere l’ospedale di Volterra così com’è».

Secondo Basilei, il giudizio sul progetto dell’Asl per Volterra è tra «ombre e luci». Un punto in chiaroscuro riguarda l’Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) che conta un posto letto per la terapia intensiva e tre per la subintensiva: «Sembrava che la volessero eliminare, invece ci sarebbe l’intenzione di utilizzarla in maniera differente. Non è stato chiarito in quale maniera. La nostra richiesta è di affidare questa unità invece che ai cardiologi, agli anestesisti. Servirebbe ad aumentare il numero di patologie a cui destinare questi quattro posti letto».

Per quanto riguarda l’Auxilium Vitae, dall’incontro è emersa una situazione tranquilla sui conti del centro per la riabilitazione neurologica, cardiologica, respiratoria e gravi cerebrolesioni. «Anzi - ribadisce Basilei - per il 2017 ci dovrebbero essere ulteriori opportunità». Le parti torneranno a incontrarsi prima della messa in pratica del piano di riorganizzazione. (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera