Il presidio
Liceo: l’ex presidente Pieroni «Io parte lesa di una truffa»
SAN MINIATO. «Quando acquistammo l'immobile a San Donato facemmo un ragionamento di buon senso. Lo stesso che tutti i padri di famiglia avrebbero fatto prima della crisi del settore immobiliare». A...
SAN MINIATO. «Quando acquistammo l'immobile a San Donato facemmo un ragionamento di buon senso. Lo stesso che tutti i padri di famiglia avrebbero fatto prima della crisi del settore immobiliare».
A parlare è Andrea Pieroni, ex presidente della Provincia di Pisa, ora consigliere regionale, che ribatte così alle dichiarazioni di pochi giorni fa del gruppo Cinque Stelle in Regione. Dichiarazioni nelle quali si annunciava la un'interrogazione sull'edilizia scolastica, facendo riferimento proprio al caso del liceo Marconi di San Miniato.
«Mi sembra alquanto affrettato - dice Pieroni - sostenere che nel 2008 avremmo avuto un eccesso di zelo, decidendo di chiudere la scuola per la "sola" non conformità antisismica. Sono affermazioni che dimostrano superficialità e scarsa conoscenza. Mi chiedo cosa scriverebbero i Cinque Stelle se dopo un sisma la scuola fosse collassata con gli studenti dentro. Il trasferimento era l'unica cosa da fare per degli amministratori responsabili, e rivendico l'efficienza con la quale riuscimmo a trovare una nuova sede». Una beffa, invece, secondo i Cinque Stelle, aver acquistato di lì a poco l'immobile quando ce n'era un altro «recuperabile».
«Sono discorsi da bar: tutti gli studi dicono che non è possibile», ribatte Pieroni, spiegando le ragioni che portarono all’acquisto: «L'affitto che pagavamo era di circa 550mila l'anno - ricorda -. Visto che per un po' avremmo dovuto starci, decidemmo di acquistare l'immobile con l'obiettivo di valorizzarlo in vista della costruzione della nuova sede del liceo. Se non lo avessimo fatto, dopo 8 anni avremmo speso 4 milioni senza avere niente in mano. Quindi non è vero che lo comprammo come sede definitiva del liceo, ma per evitare di buttar via dei soldi».
L'ex presidente della Provincia, ovviamente, ricorda anche che all'epoca «tutte le carte erano in regola. Avevamo i pareri favorevoli - dice - di tutti gli enti preposti e tutte le certificazioni. Quello che è successo oggi è una vicenda di cui io mi sento parte lesa, perché quello che viene fuori è una truffa bella e buona. Se qualcuno ha scritto determinate cose e ne ha fatte altre ne risponderà». Adesso, sul problema dei finanziamenti per costruire il nuovo liceo, Pieroni suggerisce di utilizzare un fondo rotativo della Cassa depositi e prestiti per sostenere la progettazione.(g.p.)
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