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Oggi l’autopsia sul cadavere dell’uomo ancora senza nome
CASCINA. È ancora senza nome il senzatetto che venerdì mattina è stato soccorso, ai giardinetti accanto all’asilo gestito da una cooperativa sociale, in via Due Giugno a Casciavola e che è morto all’...
CASCINA. È ancora senza nome il senzatetto che venerdì mattina è stato soccorso, ai giardinetti accanto all’asilo gestito da una cooperativa sociale, in via Due Giugno a Casciavola e che è morto all’ospedale di Cisanello. In quel quadrato verde, con i resti di quella che un tempo era una fontana e oggi raccoglie solo rifiuti, il senzatetto, stando ai racconti di alcuni cittadini che abitano nel palazzo vicino, quell’uomo era arrivato per la prima volta giovedì sera, cioè poche ore prima della sua morte.
«L’ho sentito arrivare di notte – dice una cittadina – parlava a voce alta, sembrava ubriaco, mi sono anche spaventata. Non lo avevo mai visto».
Nell’area a verde dove il barbone ha trascorso l’ultima notte prima di essere colto da un malore sono rimaste le sue cose: un paio di scarpe, un giaccone, una coperta bianca e alcuni generi alimentari. Oggetti che l’uomo trasportava su un passeggino rimasto sul luogo della tragedia dopo i soccorsi. Indumenti che non sono stati ritenuti utili alle indagini che sono state disposte dopo la morte dell’uomo e che dovranno essere recuperati per poi essere smaltiti. Sempre che nel frattempo non si faccia avanti qualcuno che riconosca la vittima come un parente o familiare.
Il senzatetto, stando a quanto è emerso, non era stato segnalato ai servizi sociali, non era inserito in alcun programma di assistenza.
Il pomeriggio di giovedì un uomo, che corrisponde alla descrizione della vittima, era stato allontanato dal Centro dei Borghi in quanto era ubriaco. Difficile dire se si tratti della stessa persona.
Il Comune si è detto disponibile a fare la propria parte qualora l’uomo restasse senza una identità chiara.
La salma è all’istituto di medicina legale e oggi sarà sottoposta agli accertamenti richiesti dalla magistratura. Si fa strada l’ipotesi del malore, di un infarto.
Il freddo e altre condizioni di disagio potrebbe avere fatto il resto.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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