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Maturità, lo spauracchio della fisica

Maturità, lo spauracchio della fisica

I ragazzi del liceo scientifico XXV Aprile hanno guidato la protesta contro le scelte del ministero

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PONTEDERA. Ormai ci siamo: nella giornata di domani, salvo imprevisti, gli studenti chiamati alla maturità conosceranno le materie oggetto della temuta seconda prima. E a tremare più di tutti sono i ragazzi dello scientifico, convinti che quest'anno sarà l'anno della fisica. Una prospettiva che spaventa, rispetto ad una disciplina quasi sempre relegata in secondo piano, se non addirittura "sacrificata", almeno in parte, per lasciare qualche ora in più all'onnipresente matematica.

Da qui la protesta, partita nelle scorse settimane proprio dagli studenti pisani, con una petizione subito ripresa dai colleghi del XXV Aprile di Pontedera che ha raccolto migliaia di adesioni.

«Tutti dicono che questo sarà l'anno della fisica - spiega Chiara Santarnecchi, rappresentante d'istituto del liceo pontederese - ma in base alle simulazioni che sono state mandate c'è il timore di una prova fuori della nostra portata».

Da qui la richiesta di una prova che sia più in linea con i programmi. Richiesta sostanzialmente condivisa anche dal dirigente Sandro Scapellato, normalista, laureato proprio in fisica, che auspica una prova «calibrata sui programmi».

«Sono rimasto dispiaciuto da certi passaggi della petizione - spiega - quando si dice che gli stessi docenti sarebbero impreparati sulla materia. Di sicuro, però, credo che occorra partire "dolcemente", almeno i primi anni, in modo da calibrare la prova d'esame al programma di studio, dando il tempo alle scuole di adattarsi. Anche perché le ore a disposizione sono quelle che sono, così come le abitudini dei professori».

Diversa, invece, la posizione del collega Luca Guerranti del liceo scientifico Marconi di San Miniato, che invita invece a «non mettere il carro davanti ai buoi».

«I nostri ragazzi dell'indirizzo di scienze applicate fanno fisica da tanti anni - spiega -: la novità riguarda solo lo scientifico tradizionale. Capisco l'ansia di essere i primi, ma prima o poi un anno di "rottura" doveva esserci: se aspettiamo che sia tutto perfetto non partiamo mai. Ad ogni modo, in un convegno al quale abbiamo partecipato, la responsabile ministeriale si è impegnata a garantire la presenza dei docenti interni per matematica e fisica, oltre ad inviare dei "compiti-saggio" proprio per verificare il livello dei ragazzi».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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