Il Tirreno

Pontedera

Il Comune vuole salvare antica bottega d’alabastrai

Il sindaco: «Il titolare Dino Scarselli è disponibile a lasciarvi i propri lavori e ricordi Così i locali potranno godere di uno sconto sulla Tari pari al 20 per cento»

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VOLTERRA. Il Comune di Volterra a difesa dell'antica bottega dell'alabastraio Dino Scarselli, detto Bozzolo. Ad annunciarlo è il sindaco Marco Buselli che spiega come la bottega «probabilmente riuscirà ad essere salvata come tale. Grazie alla sensibilità della famiglia Pennati, che ha manifestato il desiderio che la bottega possa conservare la propria identità, l'atmosfera e lo spirito che la caratterizza, ma anche grazie a Rita Scarselli e alla disponibilità di Dino a lasciare i propri lavori e i propri ricordi in bottega, i locali potrebbero anche godere delle agevolazioni fiscali (abbattimento della tassa sui rifiuti - Tari - del 20 per cento) che abbiamo appena previsto per le botteghe d'alabastro abbandonate, se il proprietario decidesse di conservare integra l'identità dei luoghi. La nostra volontà sarebbe quella di far rivivere queste botteghe incentivando giovani motivati a mettersi in gioco con l'alabastro, ma anche facendo conoscere questi luoghi dell'anima, nell'ambito di manifestazioni come quella ben riuscita del San Luca degli Alabastrai».

L’abbattimento della tassa sui rifiuti del 20 per cento viene concesso a chi, proprietario di una bottega d’alabastro abbandonata, dimostra di averla conservata come tale, senza snaturarla.

«Abbiamo voluto assimilarle agli esercizi storici, in primis perché prima o poi in quei luoghi una bottega potrebbe riprendere vita - spiega ancora il sindaco Buselli - ma anche se ciò non dovesse accadere, situazioni come queste sono di fatto un patrimonio dell’umanità, a testimonianza di tradizioni da custodire gelosamente. Il San Luca degli Alabastrai ha dato la possibilità di vedere come botteghe abbandonate (ad esempio quella di "Bomboniera" nei Borghi) possano diventare, grazie alla sensibilità dei proprietari, un elemento importante, che ci parla della nostra identità».

«Una tradizione e un’arte, l’alabastro, che inizia almeno 3000 anni fa, quando la pietra veniva utilizzata per la costruzione di sarcofaghi e urne cinerarie - aggiunge l’assessore alle attività produttive Gianni Baruffa -. Una tradizione che merita il massimo rispetto da parte di un’amministrazione attenta alla storia e al lavoro quotidiano per rilanciare la pietra degli dèi».

«Ritengo - conclude Baruffa - che la scelta del sindaco di ridurre la Tari a coloro che hanno una bottega sia ottima, un chiaro segnale per salvare ciò che ci è stato lasciato, una scelta che va nella direzione di preservare le antiche botteghe, anche se oggi chiuse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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