Il presidio
Altra raffica di furti all’ospedale Lotti
Presi di mira nella notte gli armadietti dei medici, una decina quelli aperti. Le proteste del personale con la direzione sanitaria. Non sono casi isolati
PONTEDERA. L’ospedale Lotti continua a ricevere le visite dei ladri. La scorsa notte qualcuno è entrato negli spogliatoi dei medici e ha forzato gli armadietti. Una decina quelli forzati e aperti anche se i ladri non hanno fatto in tempo a fare i “prelievi” da tutti quelli scassinati.
Una situazione davvero spiacevole per chi ha trovato gli armadietti aperti e le proprie cose nel totale disordine causato da chi nella fretta di cercare soldi e oggetti di valore non ha guardato a cosa finiva sul pavimento. Il personale dell’ospedale non ha gradito l’ennesima incursione dei “topi” che ormai da troppo tempo hanno preso l’abitudine di entrare negli spogliatoi del personale conoscendo le abitudini di medici e infermieri. Ovviamente chi ha subito i furti (soldi e documenti soprattutto) si è rivolto alle forze di polizia e ha denunciato quello che è successo all’interno del presidio ospedaliero. È stata informata anche la direzione dell’ospedale sollecitando un intervento per aumentare la sicurezza non solo dei degenti ma anche di chi lavora all’interno dell’ospedale.
La vigilia di Natale era successo un altro fatto increscioso che aveva mandato su tutte le furie una dottoressa del 118. Mentre la dottoressa era nel reparto di Pediatria, per assistere alla tradizionale festa del 24 dicembre con il coro dei Piccoli cantori di Santa Cecilia della filarmonica municipale di Cascina e la distribuzione dei doni ai piccoli pazienti, qualcuno ha saccheggiato il suo armadietto, sempre all’interno di uno dei locali adibiti a spogliatoio.
Il ladro (ma potrebbe trattarsi anche di una donna) ha aperto l’armadietto e ha rubato il portafoglio alla dottoressa. Soldi, documenti personale e un ricordo molto intimo del padre della professionista.
In un primo momento il medico della centrale del 118 aveva sperato di ritrovare almeno i documenti. Poi aveva affisso un cartello per informare le colleghe dell’ospedale che in giro per il Lotti c’è una ladra. Anche se è difficile dire con certezza che si tratti proprio di una donna. Anche un uomo potrebbe essersi infilato di nascosto nella stanza degli armadietti ed essere riuscito ad aprirne soltanto uno. Cartello che qualcuno aveva fatto sparire velocemente perché lo riteneva una cattiva pubblicità o comunque un modo per colpevolizzare qualcuno.
A distanza di alcune settimane la storia si è ripetuta. I furti, del resto, sono stati abbastanza costanti nel corso degli ultimi anni. E quando non vengono presi di mira gli spogliatoi dei lavoratori può capitare che a subire lo stesso trattamento siano le camere dove sono ricoverati i pazienti. Anche se è stata aumentata la vigilanza, evidentemente, non è difficile girare per i corridoi senza essere notati anche quando uno entra all’ospedale solo per compiere un furto.
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