Il Tirreno

Pontedera

1.200 studenti per 20 bus Scatta la caccia al posto

di Sabrina Chiellini
1.200 studenti per 20 bus Scatta la caccia al posto

Ecco i numeri che spiegano il caos alla fermata dei pullman in zona stadio Nonostante la sorveglianza, c’è sempre il rischio di gravi incidenti

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PONTEDERA. In meno di quaranta minuti oltre 1.200 studenti devono salire su poco più di venti autobus: dopo una mattina di lezioni negli istituti scolastici superiori, i ragazzi saranno riportati a casa, in Valdera e nella zona del Cuoio. I numeri raccontano da soli il caos che alle 13 si può trovare davanti alle fermate degli autobus, in via Veneto e nel parcheggio dello stadio comunale. Siamo andati a vedere se l’assalto ai bus, ad un anno di distanza dall’incidente che ha rischiato di costare la vita a uno studente di Ponsacco, è in qualche modo cambiato. O se si verificano ancora le stesse scene e gli stessi comportamenti che poi hanno sono stati causa del grave incidente.

Come concordato con l’azienda del trasporto pubblico, davanti allo stadio svolgono servizio insieme agli agenti della polizia municipale (presente con una o due pattuglie a secondo dei giorni) anche i volontari dell’associazione nazionale carabinieri di Pontedera.

La prima tranche di bus arriva alle 13 e puntualmente i ragazzi si scatenano nella caccia al posto a sedere. I bus sono sempre sovraffollati. Così gli studenti corrono per non restare a piedi e avere un posto a sedere. C’è chi sale sugli autobus che fanno parte del secondo gruppo di mezzi che arrivano in maniera scaglionata proprio per evitare resse e altri problemi di sicurezza. Ma nell’attesa gli studenti restano per la strada. Le pensiline sono insufficienti e quando piove i disagi non sono pochi, come raccontano alcuni studenti del professionale e dell’istituto commerciale “Fermi” che aspettano gli autobus per Montecalvoli, Castelfranco di Sotto, San Donato, Fucecchio, Galleno, San Miniato, La Rotta. «I problemi non sono stati risolti – dicono – gli autobus sono sempre affollati, per questo cerchiamo di salire il prima possibile».

A differenza di quanto succedeva fino a un anno fa, quando appunto c’era stato l’incidente, gli autisti non aprono le porte se non quando il bus è arrivato davanti alla fermata. Solo allora, cioè quando il mezzo, è in sicurezza i ragazzi possono salire. «A volte qualcuno è rimasto a piedi – raccontano ancora i ragazzi – la scorsa settimana fa il bus per Santa Maria a Monte non è arrivato. Ci siamo trovati a chiamare i genitori per farci venire a prendere».

La decisione di fare arrivare davanti allo stadio gli autobus in maniera scaglionata, cioè in due tranche, è stata presa per aumentare la sicurezza dei ragazzi. Ma non è sufficiente. Visto che non c’è neppure un posto dove gli studenti possono mettersi al riparo durante l’attesa, nei giorni di pioggia. Il Comune sta lavorando per realizzare nel parcheggio dello stadio una piattaforma per gli autobus uguale a quella che c’è alla stazione ferroviaria. La polizia municipale ha fatto acquistare al Comune un apparecchio conta traffico e dalla prossima settimana sarà utilizzato. «Avremo la radiografia precisa del traffico in via Vittorio Veneto, così da capire quali interventi fare», spiega Michele Stefanelli, comandante della polizia municipale.

«Siamo a conoscenza dei problemi di sovraffollamento – dice Andrea Zavanella, presidente della Ctt Nord – i dati ufficiali dicono che ci sono due classi in più a Pontedera. Abbiamo potenziato il servizio con due bus, uno dei quali a nostre spese, senza risorse dai Comuni. Dove è possibile abbiamo potenziato gli autobus ma senza l’ok della Regione, che finanzia il trasporto scolastico, non è possibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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