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Supermercato e uffici nell’ex rifugio per clochard
Maxi-investimento della famiglia Casalini a due passi dal centro Le Botteghe già demolita la vecchia palazzina, al suo posto arriva la catena DPiù
PONTEDERA. Un capannone con all'interno un supermercato e una serie di uffici. Una struttura di 1000 metri quadrati di superficie, dotata di un ampio parcheggio esterno. Il progetto c'è, e c'è anche l'accordo con la "firma" della grande distribuzione. Il nuovo complesso sorgerà in via Dell'Olmo, a due passi dal centro Le Botteghe, vicino al ponte che guarda dall'alto il canale dello Scolmatore. Un investimento importante, in una zona della città che ha ancora grandi margini di sviluppo in termini di attività commerciali. L'opera sarà finanziata dalla Valdera Srl, società della famiglia Casalini. Da un paio di settimane sono iniziati i lavori per demolire l'immobile, di proprietà dei Casalini, al posto del quale verrà realizzato il capannone.
Nuova realtà. «Abbiamo siglato un accordo con la catena di discount DPiù, che era alla ricerca di uno spazio su Pontedera. La maggior parte dell'immobile - spiega Marco Casalini, fratello di Maurizio e Alessandro, anche loro parte attiva dell'affare, assieme ad altri membri della famiglia - sarà occupata dal supermercato, nello spazio restante realizzeremo degli uffici che metteremo in affitto». Si allarga quindi la famiglia DPiù, catena che fa capo alla Dial Srl, società controllata della Maxi Di Srl di Belfiore, in provincia di Verona, all'interno del Gruppo Commerciale Selex. A oggi, DPiù vanta solo due punti vendita in provincia di Pisa: uno a Cascina, l'altro nella periferia pisana.
I tempi. «I lavori nel terreno, di proprietà della nostra famiglia, sono iniziati intorno a metà gennaio e stanno procedendo a ritmo spedito. Vorremmo inaugurare il centro commerciale entro la fine dell'anno», dice ancora Casalini, che non si sbilancia sull'importo complessivo dell'investimento, anche se lascia intendere che si tratta di un'operazione importante: «Non mi piace esibire cifre, dico solo che la somma investita supera il milione di euro».
Uno strappo col passato. Lì dove tra qualche mese si rincorreranno carrelli carichi di spesa, fino a quindici anni fa abitava la famiglia Casalini. La palazzina, divenuta negli ultimi tempi rifugio di sbandati e senzatetto, era stata realizzata dopo l'alluvione del '66 da Giovanni Casalini, conosciuto in città come Dino, padre di Marco, Maurizio e Alessandro: «Mio padre aveva un'abitazione proprio dove ora c'è il ponte dello Scolmatore e in seguito all'alluvione venne rasa al suolo. Allora decise di costruirne una poco distante, in via Dell'Olmo. Da quando ha cambiato casa però, circa vent'anni fa - racconta Marco Casalini - l'immobile è diventato rifugio di gente poco raccomandabile. Abbiamo deciso di intervenire anche e soprattutto per riqualificare l'area, che si stava degradando sempre di più».
Cambio di programma. E pensare che i Casalini erano partiti con tutt'altra idea riguardo l'edificio demolito in questi giorni. Poi, il cambio di programma. «Inizialmente avevamo pensato di ricavare alcuni appartamenti dalla vecchia casa esistente, per affittarli. Avevamo già cominciato anche alcuni lavoretti all'interno della struttura, ma poi siamo entrati in contatto con DPiù e abbiamo deciso di destinare lo spazio a utilizzo commerciale». Un'idea nata e messa in pratica nell'arco di poco tempo, grazie all'unità d'intenti di una famiglia che non ha perso la voglia d'investire, anche se con uno spirito "d'altri tempi": «Siamo un nucleo familiare numeroso, che ama confrontarsi e andare avanti in modo compatto. Investiamo - conclude il più grande dei fratelli Casalini - e lo facciamo con passione. Siamo contenti di poter contribuire ad arricchire un angolo della nostra città».
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